Beata solitudo sola beatitudo (Beata solitudine sola beatitudine)

In coda ad un telegiornale, ieri ho sentito che in un paesino del padovano, Villa del Conte è stato istituito l’Assessorato alla Solitudine. Mi è sembrata un’ottima idea, su cui mi sono documentata stamattina. Scopro che non c’entra la solitudine esistenziale, quanto l’offerta di un servizio ai cittadini da parte di una persona in carne ed ossa, al posto di un robot: comunque una iniziativa apprezzabile, per umanizzare i servizi, tra l’altro neanche recentissima, perché risale a circa un anno fa. Comunque approfitto della notizia per riflettere sulla solitudine, “un’ottima cosa, se puoi parlarne con qualcuno”, come dice il mio amico Piero. Nel mio stato su Whatsapp ho inserito la frase “Beata solitudo, sola beatitudo”, attribuita a san Bernardo, persuasa della necessità di poter stare anche con se stessi, per una sorta di recupero della propria essenza, disturbata da tanti stimoli esterni. Pertanto non considero la solitudine un male, anzi un indispensabile ingrediente per praticare una qualsiasi forma d’arte. Però quando è troppo è troppo! Il distanziamento sociale favorisce l’isolamento e la solitudine scade in scoramento e profonda tristezza. Non vedrei male l’istituzione di un servizio d’ascolto, tipo telefono amico, destinato a curare le ferite da covid inferte allo spirito, subdole ma pericolose. Anch’io che apprezzo la solitudine, ho dei momenti di cedimento da cui mi rialzo indebolita. Mi impongo di essere ottimista, faccio qualche telefonata, incrocio le dita… confidando in un cambio di rotta, che dovrà pure arrivare!

5 pensieri riguardo “Beata solitudo sola beatitudo (Beata solitudine sola beatitudine)”

  1. È vero ,la situazione ci mette a dura prova si è soli anche quando si vive in famiglia.Soli con i nostri pensieri ,con le nostre paure ,con la preoccupazione che i miei figli possano ammalarsi .Anche io ho a volte dei momenti di scoramento ,sarà dovuto anche alla stagione invernale che non ti lascia vivere all’ aria aperta ma solo solo momenti.Spero tanto che tutto passi e che arrivi presto la primavera ,la mia stagione preferita!!!!

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  2. Sentirsi sulla stessa lunghezza d’onda è già un conforto, cara Lucia! I tempi sono quello che sono e dobbiamo convivere col problema che non accenna a rientrare. Ho letto da qualche parte che possiamo aiutarci con l’immaginazione… ecco che anch’io mi aggrappo alla primavera e alla bella stagione che ci consentirà almeno di uscire di casa e magari fare un viaggetto in montagna dove siamo state… ma anche al mare dove andremo con Adriana: teniamo duro!

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    1. BEATA SOLITUDO, SOLA BEATITUDO?
      Ciao Ada, tu citi la “Beata solitudo, sola beatitudo” di S.Bernardo, io potrei contraddirti citando il filosofo Aristotele che affermava ” essere l’uomo un animale sociale” in quanto tende ad aggregarsi agli altri individui suoi simili e a costruirsi in società più o meno articolate. A ciò potrei aggiungere un passo della Genesi: “…Poi il Signore Dio disse: non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile.” Cui fa rima Lucio Apuleio: “Così Psiche divenne sposa di Amore secondo le prescrizioni del rito.” Proprio alla Messa di stamattina si celebrava il 40mo anniversario di matrimonio di due sposi miei amici, nonché testimoni di nozze. Giuro, in vita mia non ho mai provato invidia per nessuno, ma stamattina ne ho provato il morso nel profondo dell’animo nei confronti di Daniela e Carlo che da così tanti anni vivono l’una accanto all’altro in perfetta armonia e simbiosi.
      Io sono solo da più di vent’anni, separato per necessità e non per scelta, ma non mi sono ancora abituato a questa VITA MONCA.
      Sappiamo però che la solitudine non è di per sé né buona ne cattiva se fatta come scelta di vita, siamo noi a darle valore a seconda dell’importanza attribuita ad alcuni suoi aspetti rispetto ad altri che pure possiede. Se penso a ciò che mi manca, amore, compagnia, complicità ecc. è facile concludere che si tratta di una situazione spiacevole se non dolorosa. Ma se considero ciò che la solitudine mi offre, libertà indipendenza, autonomia ecc. posso concludere che sia una condizione positiva , a volte preferibile. DIPENDE TUTTO DAL FATTO CHE SIA UNA LIBERA SCELTA O UNA IMPOSIZIONE. Per esempio il 9 marzo 2020 è stato decretato il lockdown totale: nessun spostamento, distanziamento fisico, mascherina, nessun contatto se non virtuale. Ora, a distanza di un anno, sentiamo un forte bisogno di “normalità”, quella normalità caratteristica cui si riferiva il citato Aristotele, fatta di rapporti sia personali che sociali. Ecco perché è così difficile rimanere da soli, isolati, immersi esclusivamente in noi stessi, pur riscoprendo la tranquillità quotidiana, la serenità spirituale e l’ispirazione artistica. In cuor nostro però ci auspichiamo di poter ritrovare, dopo questo terribile periodo storico, il conforto e l’arricchimento che solo i rapporti umani possono offrire.

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  3. Come ti viene congeniale, hai completato il quadro a 360 gradi, in tutte le sfaccettature: è bello leggerti e vedere dietro le parole la persona complessa e sensibile che sei. Sono sempre più interessata a leggere i tuoi commenti. Quanto a Daniela e Carlo, non li invidio ma li ammiro. Una famiglia tradizionale non era nei miei desideri e sono orgogliosa di gestire la mia indipendenza, anche se non ho mai rinunciato agli affetti profondi, sintetizzati nel figlio. Però l’età non più evergreen pone altri dubbi e potrei modificare il pensiero in itinere. Intanto tutelo la mia salute psico fisica con gli strumenti che mi giovano, in primis scrittura, e incrocio le dita. Grazie per il contributo e sereno pomeriggio!

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  4. Sia le sue, sia quelle di Piero sono delle parole molto ma molto reali: é la sacrosanta verità il fatto che noi uomini, nel senso di specie, siamo animali sociali eppure stiamo bene anche da soli. Io per primo mi metto in mezzo: tante volte sono combattuto tra lo stare in compagnia e il ricercare la solitudine. Poi c’é da dire che noi uomini, e sta volta nel senso di maschietti, in linea generale (sono pochissimi i casi che si salvano) siamo persi senza una donna o in generale un’altra persona (anche un altro uomo) che ci accompagni nella vita. Lavorando in giro per le case, mi sto veramente un’idea delle tante varietà di persone che esistono e mi sto rendendo conto che sono veramente poche le persone che da sole riescono a vivere bene: soprattutto gli uomini celibi, di solito, si lasciano andare, si trascurano e iniziano a lambiccarsi e “imbaucarse” il cervello con i videogiochi e il computer. Direi proprio che siamo fatti per essere accompagnati!

    P.S.: Villa del Conte é proprio un buchetto… Ci passavo sempre in treno: una fermata obbligata.

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