È arrivata la neve

È arrivata la neve, “la dama dal bianco mantello”, come la definisce Anna, una mia sensibile amica. Come da previsione, verso le sei di mattina apro mezzo scuro e vedo tutto imbiancato: tetti, piante, siepi, oggetti… in un silenzio assoluto. Solo una stella di Natale blu rompe l’atmosfera sospesa e immette una nota di colore nello spettacolo che decido, seduta stante, di immortalare. Ma si accende la luce di un atrio, che rovina la visione e impedisce il tentativo; lo ripropongo nel mio giardino imbiancato, dove c’è una bassa panchina rossa. Mi viene spontanea la personificazione della neve quale vestale bianco vestita che vi si siede, per scegliere dal sacco dei doni la strenna speciale da depositare sulla soglia di casa: il Silenzio! A questo punto metto le emozioni sulla carta ed esce ciò che segue, che condivido con i lettori del blog BIANCA E SILENZIOSA Bianca e silenziosa/come una vestale/è arrivata la neve./S’è distesa/sulla panchina/rossa/a scegliere/la strenna/di Natale/da depositare/sulla soglia/immacolata./Tra tanta bellezza/la più pregiata?/SILENZIO assoluto!//

7 pensieri riguardo “È arrivata la neve”

  1. La magia della neve mi sorprende ogni volta,come quando ero bambina.Lenta e silenziosa cade e imbianca tutto il paesaggio.L’ ho tanto desiderata e in tempo di covid quest’ anno si è fatta vedere per rallegrarci la giornata.

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    1. Vero, Lucia, una iniezione di benessere per affrontare col sorriso gli ultimi giorni dell’anno, recuperando il piacere del Silenzio. Vero che la neve è più bella che comoda, perciò mi va bene che duri poco… come tutte le cose speciali. Ma intanto l’abbiamo vista e apprezzata. Magari torna a trovarci! Buon pomeriggio, anche se pare sia già scesa la sera!

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  2. Cara Lucia, hai detto bennissimo! La neve é sempre un bellissimo spettacolo! Soffice, candida e tranquilla: a me dà sempre questa sensazione vederla scendere. Quanto vorrei che ne venisse una bella quantità! Mi viene in mente un detto che mi ha raccontato mia nonna quando ero un ragazzino: -Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame-. E credo sia una gran verità: la terra DEVE riposare per poter essere fertile e il freddo con la neve sono le uniche armi della natura che non facciano grandi disastri ambientali (almeno, alle nostre latitudini) e che fanno capire alle piante, agli animali, e anche agli uomini direi, che bisogna riposare e lasciar riposare l’ambiente per recuperare le energie dato che in primavera si ricomincia!
    La poesia é deliziosa! Le strofe brevi mi danno proprio l’idea che la stia sussurrando, lentamente in modo da non intaccare il silenzio speciale che sente. Mi fa veramente immaginare una scena incantevole: guardare fuori da una finestra con i vetri decorati dal ghiaccio con in mano una tazza di cioccolata fumante in ascolto del perfetto silenzio che porta lo scendere della neve.

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    1. Bravo Manuel, se potessi darti un voto sarebbe il massimo, per la spontaneità ed il trasporto espressi. Inoltre citi un modo di dire, trasmesso da tua nonna che non conoscevo: grazie! La Natura ti è grata per la comprensione del suo bisogno di riposare, che noi moderni spesso sottovalutiamo. Bellissima l’immagine finale che coniuga cioccolata fumante e… danza della neve! Sei super!

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      1. Nevica.
        Neve, non solo poesia, in tutto il Nord gelo, ghiaccio e soprattutto neve, tanta, come non si vedeva da anni.
        Mia figlia abita e lavora a Milano; ieri mattina ha avuto la brutta sorpresa di trovare l’auto danneggiata per la caduta del ramo di un albero che fiancheggiava il parcheggio. Strade impraticabili, pochi spazzaneve, zero spalatori, zero spargisale. Caos totale. Il traffico in affanno, l’impossibilità di raggiungere il posto di lavoro.
        Qualcuno ha fatto girare in rete l’immagine-cartolina di una Milano inedita con lo sfondo del Duomo imbiancato; qualcun altro, crudelmente, ha postato le immagini di numerosi senzatetto che cercavano riparo dal freddo e dalla neve negli angoli più riparati dei sottoportici, della stazione e della metropolitana, rannicchiati in miserabili e luridi giacigli di cartone, vestiti alla meno peggio, con sudice e consunte coperte a nascondere la miseria più assoluta.
        Tutti noi amiamo osservare estasiati il nevoso paesaggio incantato, pensiamo alle piste da sci che presto riapriranno, ma chi pensa a quei disgraziati senza neppure il ristoro di una bevanda calda? Chi se ne prende cura? Cinicamente rispondiamo che ci sono le “autorità preposte”, senza che ci sfiori l’idea che ciascuno di noi in qualche modo, attraverso i canali della solidarietà, potrebbe fare qualcosa, pensiamoci.

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      2. Intemperie atmosferiche e umane. Sento che molti clochard, abituati a vivere per strada non vogliono ripararsi in un ambiente chiuso e affollato… credo ci sia di tutto. I volontari ci sono, ne abbiamo il maggior numero d’Europa, il che è consolante. Intuisco che sia più difficile soccorrere persone, per così dire povere dentro, che magari ostentano benessere materiale. Poi c’è una marea di genitori single, separati o divorziati che devono sbarcare il lunario, facendo i salti mortali, talora pressati avidamente dalle ex compagne. La platea umana è complessa e varia. Fortunatamente ci sono anche le brave persone, da cercare con il lanternino e da valorizzare. Ho appena sentito che il presidente Mattarella ha insignito di onoreficenza di Cavaliere della Repubblica 36 persone “eroi civili”, uomini e donne dai 18 ai 96 anni. Testimonianze commoventi, da omaggiare e imitare.

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