Antivigilia di Natale

Secondo il meteo, pare che stia per arrivare COPIOSA e DIFFUSA anche in pianura la neve. Bene, tutto in regola dunque. Così restare a casa in totale zona rossa da domani peserà meno. Del resto siamo in inverno e nel nostro emisfero è normale che sia freddo. Pertanto le precipitazioni nevose sono di stagione. Quando da ragazzina scrivevo allo zio Sergio in Argentina (adesso non c’è più), mi faceva uno strano effetto leggere che lì a Natale fossero in costume da bagno… poi crescendo ho compreso. La natura segue le sue leggi e non è male assecondarla, prendendo le dovute cautele. Se nevicherà, quest’anno non mi limiterò ad osservare il paesaggio imbiancato: proverò a tornare bambina, metterò i guanti e costruirò un pupazzo in giardino, con i bottoni per gli occhi e la carota al posto del naso. Il cane lo guarderà stupito e gli impedirò di marcarlo. Le gatte non fanno testo, perché è risaputo che evitano il bagnato. Insomma, prevedo di gustare qualche momento d’infanzia, rimasto sotterrato da tante incombenze natalizie, per convenienza adottate ma non digerite. Sarà una liberazione dalle paillettes e dai lustrini, per assaporare ciò che mi circonda. Con un occhio di tenerezza per la capanna, dove si rinnova il mistero della vita.

7 pensieri riguardo “Antivigilia di Natale”

  1. Hai descritto bene l’ atmosfera natalizia ,in questo periodo di privazioni sarebbe bello avere una bella nevicata come ai tempi della nostra infanzia ,quando si era felici con poco e poi aspettare la notte del 6 gennaio quando arrivava la befana e la mia nonna preparava le calze appese al camino ,come quella notte che la sorpresi e fu così che svanì il mio sogno …….era nonna e non la vecchina che avevo fantasticato mi portasse i doni .Ecco questo è il doce ricordo che ho del periodo natalizio ,senza dimenticare poi l’ aspetto religioso molto importante nella mia vita.

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    1. Tua nonna Marta è stata molto più virtuosa della vecchina con la scopa: si è fatta amare incondizionatamente da te e dalle tue sorelle! Il bel ricordo che lavora dentro di te è un dono che continua a farti e che ti fa onore. Anch’io penso con nostalgia alla mia nonna materna, che sento simile a me nello spirito e anche alle sfortunate zie che non ho conosciuto. Ecco, a Natale riserverò un pensiero speciale ai cari che non ci sono più, ma che in qualche modo mi contattano per rendermi migliore.

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    1. Un Natale diverso.
      Mia madre si ricordava bene il Natale del1944. Quell’inverno è stato il più terribile degli ultimi cent’anni. C’era la guerra, il grande freddo, la fame, i pidocchi, le sirene degli allarmi notturni che annunciavano i bombardamenti, la paura delle bombe nel buio dei rifugi, il terrore delle uniformi dei soldati tedeschi a loro volta vittime di una guerra infinita. Quello sì potremmo dire che è stato un Natale orribile, l’ultimo di un periodo di guerra che ha causato nel mondo cinquanta milioni di morti, dei quali cinque milioni nei soli campi di sterminio nazisti.
      Oggi c’è il Covid, solo in Italia cinquecento, seicento morti al giorno in una guerra che non abbiamo armi per combatterla. C’è la paura del presente, l’incertezza del futuro, lo smarrimento, un profondo senso di impotenza; ma gli ospedali funzionano, le case sono calde e d accoglienti, i vestiti e le scarpe adeguati alla stagione fredda, il cibo non è razionato, anzi, abbondante, possiamo ancora permetterci il superfluo e celebrare un Natale come Dio comanda: con i “bigoi in salsa” della Vigilia, le lasagne e il panettone del dì di Natale. Malgrado tutto non sarà il cenone tradizionale di tutta la famiglia riunita come eravamo abituati: purtroppo alle nostre tavole ci sarà qualche posto vuoto, non tanto per le restrizioni del lockdawn, ma perché il virus si è portato via molte persone care. Sarà un Natale più sobrio, più intimo, soprattutto più sofferto, con maggior senso delle nostre fragilità, ma allo stesso tempo sarà un Natale di speranza e lasciatemi dire più vero ed umano. Malgrado tutto…Buon Natale!

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      1. Ops, mi è partito il dito: collego
        Il natale ricordato da Rita è stato tremendo ed è bene non dimenticare. Anche perché possiamo contare su molti aiuti che consentono di sperare in una risoluzione del problema o, quantomeno su un suo alleggerimento. Per me con cambia granché, rispetto all’anno scorso… anzi! Concordo con l’idea di predisporci ad un Natale essenziale, con riguardo ai sentimenti. Ti ringrazio per il contributo e gli auguri, che ricambio di cuore. A risentirci!

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