Hotel covid

Non ho memoria di aver vissuto vacanze memorabili, né per spirito avventuroso né per mezzi economici, entrambi carenti. Sarò stata in hotel tre-quattro volte, d’estate al mare quando non trovavo disponibilità in altre strutture. Parlo di oltre trent’anni fa, prima della nascita di mio figlio. Già la parola hotel evoca qualcosa di estraneo, più consono al cinema e ad abitudini non mediterranee. La sento nominare oggi durante il telegiornale, per informare che sono stati attrezzati degli ambienti per ospitare persone affette da covid che non rientrano in famiglia, per evitare di contagiare i familiari. Mi sembra una buona idea, peraltro confermata dal quotidiano letto poco prima, dove apprendo che la vita, in questi hotel covid è tutt’altro che vacanziera. Per farsi un’idea, vietato uscire dalla propria stanza, pena non poterci più rientrare. Pasti consegnati sull’uscio dove vengono ritirati gli avanzi… vita da clausura, incrociando le dita nell’attesa che la quarantena passi veloce e che il tampone risulti negativo. Pare che ci sia una grande richiesta di questa possibilità abitativa, ovviamente non gratis, presumibilmente con il contributo sanitario. Ecco, l’alone di godereccio che ammantava la parola straniera hotel, è scemato del tutto. Dubito che farò vacanze nel prossimo futuro fuori casa, anche perché non mi separo volentieri dai miei conviventi animali. Se mi capitasse, una stanza d’albergo andrebbe più che bene, potendo entrare e uscire a mia discrezione. Con l’augurio che tutti possano godere a breve di tale libertà.

5 pensieri riguardo “Hotel covid”

  1. Cara Ada, speriamo di non avere bisogno di soggiornare negli hotel di cui si sente parlare in questo momento. Comprendo pure la necessita’ di ricorrervi per coloro che abitano, con familiari, in spazi angusti nei quali sarebbe impossibile osservare una quarantena.
    Sei in buona compagnia per la fruizione delle attività’ propriamente alberghiere degli hotel, le posso contare sulle dita di una mano.
    Invece, ho spesso usufruito, per le nostre brevissime vacanze, dell’accoglienza nelle strutture che appartengono a un filone sociale/culturale/religioso; l’ho scoperto negli anni ’90 e non l’ho più’ abbandonato, prezzo moderati, servizio essenziale, solitamente molto pulito. L’ultima volta cui sono ricorsa a questo tipo di accoglienza e’ stato lo scorso anno a Napoli.
    Per ora ti saluto e ti auguro buona domenica.
    P. S. Mi hai ricordato di prendere i bulbi dei giacinti da mettere nel vaso con l’acqua, grazie.

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    1. Mi fa piacere che ti occupi di bulbi da coltivare in acqua. Ti confido che la prima poesia premiata, a Pontedera, una decina d’anni fa, è intitolata Giacinto blu e ci sono molto affezionata. Ne ho fatto una specie di riquadro, che domani fotografo e ti mando sulla mail: per caso usi Whatsapp? Sarebbe anche più comodo. Il mio numero è 380 255 1345
      Ti auguro buona serata e serena domenica domani. Magari ti chiamo, se sei reperibile, un abbraccio 💛

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    1. Già, è triste e desolante, proprio quello che intendevo dire io, nonostante sia una necessità legata all’esigenza di andare incontro a bisogni reali.
      Vorrei fossimo già in primavera, con la speranza di essere liberati da questa asfissiante pandemia.
      Non ci resta che sperare e pregare!

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