Scrivere perché

È in corso il XXXVIII Salone del Libro a Torino, dal 14 al 18 Maggio, la più importante fiera del libro e della cultura. Sfogliando il venerdì, trovo una pagina promozionale che presenta gli eventi da giovedì 14 a lunedì 18 ‘impressionante’: autori e autrici si avvicendano al ritmo incalzante di un quarto d’ora/mezz’ora tra le varie Sale (Azzurra – Oro – Rosa – Granata – Rossa – Bronzo – Viola – Fucsia – Magenta – Bosco degli Scrittori – Sala della Poesia – Stand Robinson…), esperienza che ho vissuto indirettamente un paio d’anni fa, quando mi rappresentò Elisa, una gentile e giovane collega. Non essendoci stata fisicamente, credo di essermi persa il meglio. Nel contempo però ho evitato lo stress che mi avrebbe procurato la presenza, peraltro non obbligatoria. Ricordo l’entusiasmo di Manuel nell’impacchettare le mie opere, ritornate a casa pressoché integre e invendute. La promozione comporta fatica. Sullo stesso quotidiano leggo l’interessante articolo di Lidia Ravera “Fioriscono libri” di cui riporto l’illuminante sottotitolo: Le file, gli autografi, i cocktail, le feste. E la parata degli ego. Il Salone di Torino in un affresco agrodolce. Dalle origini “leniniste” ai booktoker. Rifletto sulla parata degli ego e mi interrogo sul perché scrivo. Di pancia rispondo: non per farmi vedere, per farmi leggere se capita, senza disperdere energie. Io scrivo per un bisogno interiore di esprimermi, riguardo situazioni e vissuti, secondo un paradigma che seguo anche nel blog. Agli esordi ho cercato un riscontro tramite concorsi e presentazioni che mi hanno persuasa a continuare. Dopo il covid ho accantonato la ricerca di visibilità. Scrivo per diletto, da condividere con leggerezza. Comunque c’è spazio per tutti, autori noti e non.

8 pensieri riguardo “Scrivere perché”

  1. Rispetto ad altri lavori, la scrittura può sembrare meno remunerativa o meno “tangibile” in termini di soddisfazione immediata… Tuttavia, ci sono modi per renderla più gratificante, sia dal punto di vista economico che personale, come stai facendo Tu Ada scrivendo e tenendo attivo il blog; cosa che ci aiuta a mantenere il pensiero, la mente e la voglia di vedere le cose attraverso sfaccettature che, almeno io non avrei mai pensato… La scrittura dà soddisfazioni “invisibili”: libertà, flessibilità, possibilità di esprimersi ed è questo che Tu mi trasmetti ogni volta che ti leggo… Non fermarti… ivano

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    1. Bellissimo commento che mi sprona a continuare…mi fai sentire una ‘volontaria’ in espressione linguistica, ruolo che mi lusinga e mi onora. Credo incornicerò il tuo parere che mi tengo caro. Grazie di cuore. Buon tutto a Te! 🤝

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  2. Per me leggere è mettermi in dialogo con un pensiero, una cultura, una mentalità diversa dalla mia. E questo mi arricchisce e mi fa vedere in modo diverso la realtà.

    Come dici tu, cara Ada, scrivere è un modo di comunicare e condividere. Nel tuo blog tu puoi avere un riscontro ai tuoi pensieri e i tuoi lettori hanno il privilegio, secondo me, di poter interagire con la scrittrice-amica.

    Tu rendi i tuoi lettori un po’ scrittori. E questo è un aspetto speciale e “sociale” della tua vena poetica.

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    1. Che bello sottolineare che i miei lettori sono anche un po’ scrittori quando commentano! Se poi interagiscono tra di loro, come talvolta succede la soddisfazione raddoppia. Le tue osservazioni sono mirate e accorte. Grazie di 🧡

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