La Famiglia punto-e-virgola

Oggi15 Maggio, Giornata Internazionale delle Famiglie, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, per approfondire i temi che riguardano l’istituto familiare. Argomento su cui mi sento inadeguata a discorrere. In Italia le famiglie sono oltre 26 milioni, di cui oltre un terzo costituito da persone sole. Mi limito a dire che il termine ‘famiglia” deriva dal latino familia, legato a famulus (= servo, schiavo) e nell’antica Roma indicava l’insieme dei servi e dei beni di un patrimonio, per estendersi poi a tutte le persone sottoposte all’autorità del pater. Il mio punto di vista è che nell’istituto attuale, sia sopravvissuto qualcosa dell’impianto originario, per cui evito di scendere nei dettagli. In ogni caso sono favorevole ai sentimenti, anche se non codificati in contratti. A togliermi dall’impasse giunge propizio il buon Gianni Rodari, autore della poesia La famiglia Punto-e-virgola, contenuta in Filastrocche in cielo e in terra (Einaudi, 1960). Il testo mette il buonumore e pertanto lo trascrivo. C’era una volta un punto/e c’era anche una virgola:/erano tanto amici,/si sposarono e furono felici./Di notte e di giorno/andavano intorno/sempre a braccetto./”Che coppia modello -/la gente diceva -/che vera meraviglia/la famiglia Punto-e-virgola”./Al loro passaggio/in segno di omaggio/perfino le maiuscole/diventavano minuscole:/e se qualcuna, poi,/a inchinarsi non è lesta/la matita del maestro/le taglia la testa.// Attraverso la metafora della punteggiatura, Rodari sottolinea l’importanza dell’armonia che si realizza anche tra persone diverse (nel migliore dei casi).

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