Sul settimanale il venerdì di Repubblica leggo l’articolo di Stefania Parmeggiani “Lettere dal carcere. Con amore”. Premetto che da giovane laureata in Lettere avevo considerato la possibilità di poter insegnare in carcere, poi accantonata. Successivamente ho conosciuto una collega che frequento tuttora che in carcere ha lavorato per parecchi anni. Questo giustifica il mio interesse per l’argomento trattato nell’articolo, che sintetizzo: dalla corrispondenza tra un ragazzo condannato come scafista e una professoressa nasce il libro Perché ero ragazzo (Sellerio, € 17), vincitore del Premio Terzani, con la motivazione “Una storia esemplare di dignità e di coraggio”. I protagonisti sono Alaa Faraj e Alessandra Sciurba. Alaa studiava Ingegneria a Bengasi ed era una promessa del calcio libico. Arrivato ventenne in Italia nel 2015 su un barcone con oltre trecento persone , di cui 49 muoiono soffocate nella stiva, Alaa viene accusato e condannato a trent’anni come scafista. In carcere studia e scrive a mano la sua storia, lettera dopo lettera, da cui nasce il romanzo. La professoressa, docente di Filosofia del diritto ed ex Presidente dell’ong Mediterranea lo conosce durante un laboratorio sui diritti umani e dice: “Le sue lettere erano straordinarie, per contenuto e per lingua. Riusciva a esprimere concetti profondi con grande semplicità ed efficacia”. Dopo la presentazione del libro arriva la grazia parziale che cancella oltre la metà della pena residua (è in corso una procedura di revisione del processo) e l’amore. Infatti i due convoleranno a nozze a giugno, anche se la notizia doveva restare riservata. Sui social si sono scatenati i leoni da tastiera che non credono alla bontà della storia. Io credo al potere di riscatto della cultura. Non so se i libri possono cambiare la vita. Nel caso di Alaa di sicuro. Non mi stupirei che da questa storia partita male e finita bene nascesse un film.

Ci sono storie che emozionano profondamente, quel genere di storie su cui ti fermo e a cui ci ripensi per un po’ dopo averle lette. Storie che fanno riflettere, che cambiano un.po’ la prospettiva sulla vita e a volte lasciano qualcosa dentro.
La lettura di un buon libro può arricchire una persona in molti modi e in molti campi.
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Io ho visto è vissuto momenti veramente tragici di molte persone che vivevano una vita di condizione estrema per lo sfruttamento del loro governo… Noi che in teoria stiamo molto bene, anche se non lo pensiamo, non riusciremo mai a capire che cosa vivono e cosa provano, cosa vedono oltre la loro esistenza e cosa farebbero pur di migliorare la loro vita o quella della loro famiglia… Inoltre Qui abbiamo la mafia che approfitta della situazione per sfruttarli e non ci dimentichiamo che nel mondo oltre a noi che abitiamo qui in Italia ci sono altri 60 milioni di Italiani che hanno fatto la stessa cosa…
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Io ho visto è vissuto momenti veramente tragici di molte persone che vivevano una vita di condizione estrema per lo sfruttamento del loro governo… Noi che in teoria stiamo molto bene, anche se non lo pensiamo, non riusciremo mai a capire che cosa vivono e cosa provano, cosa vedono oltre la loro esistenza e cosa farebbero pur di migliorare la loro vita o quella della loro famiglia… Inoltre Qui abbiamo la mafia che approfitta della situazione per sfruttarli e non ci dimentichiamo che nel mondo oltre a noi che abitiamo qui in Italia ci sono altri 60 milioni di Italiani che hanno fatto la stessa cosa…
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Riscattarsi attraverso la cultura ,significa avere una marcia in più, se poi aggiungi anche l’ amore …..auguri ai futuri sposi!!!!
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