Passato coloniale a fumetti

Per una strana coincidenza mi ritrovo di recente il nome di Indro Montanelli in due occasioni. Durante la sistemazione di materiale scolastico vario, estraggo da una cassetta un vomune 12 X 21 di colore verde salvia, L’ITALIA DEL RISORGIMENTO 1831 – 1861 di Indro Montanelli (Fucecchio/Firenze 1909 – Milano, 2011) pubblicato da Rizzoli per il Corriere della Sera. L’opera faceva parte di un piano dedicato alla STORIA D’ITALIA. Non ricordo quando sia entrato a casa mia, ma ne ho riletto un paio di episodi, apprezzando la scrittura di quello che è considerato “Il più grande giornalista italiano del Novecento”. Il secondo ‘incontro’ con Montanelli avviene durante la lettura dell’articolo “Fare i conti con il passato. A fumetti” di Pietro Veronese, sul settimanale il venerdì in corso. Sfatando il mito di “Italiani brava gente” il giornalista parla dell’opera di Andrea Sestante Yekatit 12 sulla resistenza dei partigiani etiopi contro l’occupazione fascista. Indro Montanelli era stato sottotenente nella guerra d’aggressione all’Etiopia. Negava l’uso sistematico dei gas contro gli abissini “salvo arrendersi all’evidenza fornita dallo storico Angelo Del Boca e dal ministero della Difesa e chiedere scusa”. Una brutta pagina dell’ultima guerra coloniale di cui poco sappiamo dei nostri ‘avversari’. La cosa veramente apprezzabile, a mio dire è che il libro non è un saggio storico – solitamente pesante – bensì un graphic novel,, ovverosia un libro a fumetti. Avere scelto il linguaggio del disegno favorisce la comprensione immediata e la diffusione di quanto accaduto in Africa. Nelle 192 pagine, protagonisti sono i resistenti etiopi e non gli occupanti, ridotti a figure di contorno. Insomma, una storia vera raccontata con vari colori “e in qualche raro disegno anche un poco di azzurro speranza”.

4 pensieri riguardo “Passato coloniale a fumetti”

  1. Ho un ricordo sbiadito dal tempo ,che papà mi aveva raccontato: che nonno Angelo prima di andare in Sud America era passato in Africa ,ma non x combattere anzi x sfuggire alla guerra che incombeva in Italia.Non voleva farsi arruolare e quindi….Ripensando ora ,certo che nonno era stato un avventuriero da giovane,ecco perché ora ho uno spirito che va’ oltre oceano.

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  2. Gli etiopi hanno subito una brutale invasione (1935-1936) segnata dall’uso italiano di armi chimiche, massacri di civili e distruzione delle infrastrutture, causando centinaia di migliaia di morti. Per difendersi, hanno opposto una tenace resistenza armata, organizzata in guerriglia dopo la caduta di Addis Abeba, nonostante la disparità tecnologica… alla fine a cosa è servito Alla fine cosa hanno risolto che cosa volevano volevano questi italiani solo il possesso Pazzesco Dio pazzesco come succede adesso e continua a succedere È spaventoso quello che questi esseri umani riescono a fare… Ivano

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