Biennale tra arte e proteste

Sabato 9 Maggio apre al pubblico la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, più semplicemente Biennale d’Arte di Venezia. Si tratta di una delle più importanti manifestazioni d’arte al mondo, fondata nel 1895. Giorni fa, la Giuria Internazionale si era dimessa, a causa delle tensioni venutesi a creare tra giurati, Biennale e governo italiano riguardo la partecipazione russa. Il Presidente Pietrangelo Buttafuoco ha difeso l’autonomia della Biennale, definendola un “giardino di pace”, alludendo a quello che dovrebbe essere. La Presidente Giorgia Meloni ha confermato la linea di Buttafuoco che precisa: “A Venezia non abbracciamo le armi, prepariamo la pace… L’unico veto è l’esclusione preventiva, la censura anticipata”. Come dargli torto, se l’arte appartiene a tutti? Piuttosto mi rattrista che tra i 111 artisti selezionati per questa Edizione dalla curatrice camerunense Koyo Kouoh – confermati dallo staff dopo la sua scomparsa – non figurino artisti italiani. Possibile, nel Belpaese? Poco sostegno agli artisti italiani da parte di collezionisti e galleristi? La scelta della curatrice ha privilegiato oltre misura l’arte africana? Pare che esperti, critici e operatori del mercato dell’arte non siano stupiti del disastro, da collegare a uno scadimento generale. Non sono un’esperta, ma percepisco che c’è qualcosa di vero nel tratteggiare un quadro a tinte fosche in un periodo di crisi. Ho degli amici artisti. Mi rammarica sapere che i loro sforzi non siano attrattivi ed adeguatamente riconosciuti. Mia zia paterna, Maria Cusin (1918 – 2005) era una ritrattista. In casa ho alcune sue opere. Dubito che in vita ne abbia vendute, ma considero un patrimonio quelle che allietano le mie stanze.

3 pensieri riguardo “Biennale tra arte e proteste”

  1. Essere un artista vuol dire riuscire a trasformare la realtà in qualcosa di immagine spettacolare che va dalla musica, al pittura, alla scultura, alla scrittura e tutto quello che la nostra mente desidera immaginare… la mia compagna dice: “anche tu sei un artista”… Il fatto è che ognuno di noi vede un un’ immagine o una impronta di artista con le proprie proprietà tecniche immaginarie e culturali e quello che piace ad uno nonn può piacere ad un’ altro: allora come si può decidere chi partecipa o no!!! È sbagliato e assolutamente fuori visione… Ivano

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