Vacanze tuttigusti

Dopo aver ‘foraggiato’ i gatti e fatta una veloce colazione, mi stendo sulla poltrona relax e seguo il programma 1mattina News, condotto da Maria Soave e Tiberio Timperi, una finestra sul mondo, annaffiata dai sorrisi di lei e qualche battuta di lui. In coda al servizio sui vacanzieri e sui luoghi più gettonati, stamattina Tiberio chiude dicendo: “Quest’estate vacanze a casa” che pare un’autodecisione, più che un consiglio per i telespettatori. Con gli aumenti di tutto e l”invasione dei turisti in ogni angolo del BelPaese, le cose potrebbero cambiare. Le mie di sicuro, da almeno un paio d’anni, dopo gli interventi di artoprotesi. Prima la pandemia aveva già ‘inselvatichito’ gli animi, quelli simili al mio che abita la tranquillità e il silenzio. Comunque approfitto della battuta del conduttore, per ribadire che non intendo la vacanza come omologazione di abitudini altrui. Mi considero uno spirito libero. Sto bene a casa dove ho tutto ciò che sostiene il mio benessere psico fisico. Si astenga chi volesse farmi cambiare idea. Prevedo spostamenti in giornata al mare e ai monti, uscite culturali, relax, buone frequentazioni. Se la vena si conserva, vorrei mettere in cantiere il mio prossimo romanzo, il numero quindici e continuare a scrivere sul blog verbamea che il mese prossimo compirà sei anni. Accetto di essere ‘anomala’ rispetto a chi ama viaggiare fisicamente. Io lo faccio in altro modo, congeniale alla mia natura. Non disturbo e non mi va di essere presa per i capelli. “Sono quella che sono” è una famosa elunga poesia di Jacques Prêvert, del 1946 di cui riporto i versi centrali: Che ve ne importa a voi/Sono fatta così/Chi mi vuole son qui/

4 pensieri riguardo “Vacanze tuttigusti”

  1. Veramente non credo che nessuno venga a obbligarti ad accettare la vacanza piuttosto che un relax a casa Tua… Io sono stato abituato a muovermi sin da ragazzo e vedo la vita piena di soddisfazioni in ambienti continuamente diversi… Purtroppo le mie condizioni fisiche non sono al massimo di conseguenza mi limitano enormemente… Ultimamente, nonostante tutto ho lasciato casa mia a mio nipote e sono ospitato in casa altrui, mi diverte perché tutti mi dicono sei proprio matto, ma mi dispiace per loro che non capiscono e non valutano il grande vantaggio mentale e spirituale… Mi piace per via che riesco ad adattarmi senza difficoltà e apprezzare il lato positivo di ogni luogo, essendo tutti diversi e speciali… Poi capisco che l’autoconoscenza con persone nuove e spesso anche, se non molto lontane, culturalmente diverse mi aumenta la fiducia in me stesso; ogni luogo ha qualcosa di unico da offrire, che sia cibo, paesaggi, arte o stili di vita… Non credo d’avere mancanza di radici, non mi invoia la voglia di tornare a casa, cosa che per i miei amici è essenziale… evviva la diversità… ivano

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    1. Appunto, come dici tu: evviva la diversità! Prioritario stare bene con se stessi e non assecondare la moda, ma fare spazio ai proprii bisogni (cedendo qualche punto all’età!)

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