Famiglia che vive(va) nel bosco

Dallo scorso novembre si parla della famiglia nel bosco che non è più nel bosco e la situazione pare si sia aggravata, allontanando l’ipotesi di un ricongiungimento. La vicenda è nota: padre, madre e tre figli minori (una coppia di gemelli di sei anni e una ragazzina di nove) vivono in provincia di Chieti, in un’ex casa colonica, senza allacciamenti a rete elettrica, gas e acqua corrente. A causa di una intossicazione da funghi vengono ricoverati in ospedale dove emerge il loro stile di vita ‘ecologista” contrario alla medicina e e alle regole indiscusse (ma discusse da loro) del vivere civile. Da allora un’attenzione dei media e non solo, con l’allontanamento di madre e figli, inseriti in una struttura dove il padre va a trovarli, a orari concordati. Lui collabora, la moglie no, tanto che un recentissimo provvedimento destina la signora ad altra struttura, separandola dai figli. Un gran baillame contro la decisione del Tribunale, fiaccolata pro riunione dei protagonisti e il Ministro Nordio manda gli ispettori. A pelle, la madre mi pare esaltata. Mi chiedo come questa coppia anglo-australiana abbia di proposito ignorato, o sottovalutato le leggi in fatto di tutela dei figli, che comunque non appartengono allo stato, come affermato dalla Premier Giorgia Meloni. Augurandomi che la spinosa vicenda si risolva in fretta a vantaggio delle creature, mi viene in soccorso la poesia di Khalil Gibran (Bsharre in Libano, 6/1/1883 – New York 10/4/1931) I FIGLI I tuoi figli non sono figli tuoi./Sono i figli e le figlie della vita stessa./Tu li metti al mondo ma non li crei./Sono vicini a te ma non sono cosa tua./Puoi dar loro tutto il tuo amore,/ma non le tue idee./Perchê loro hanno le proprie idee./Tu puoi dare dimora al loro corpo,/non alla loro anima./Perché la loro anima abita nella casa/dell’avvenire,/dove a te non è dato di entrare,/neppure col sogno./Puoi cercare di somigliare a loro/ma non volete che essi somiglino a te./Perché la vita non ritorna indietro,/e non si ferma a ieri./Tu sei l’arco che lancia i figli verso il /domani.// Dubito che Nathan Trevallion e Catherine Birmingham conoscano questa splendida poesia.

4 pensieri riguardo “Famiglia che vive(va) nel bosco”

  1. khalil Gibran vede un figlio come parte dei genitori, cosa che non succede per quanto riguarda i figli del Bosco in quanto la madre i figli non li vede proprio perché lei si sente una guaritrice spirituale molto probabilmente simile a Dio… sicuramente ha bisogno di un psicologo… in India ci sono molte di queste persone che vivono a carico degli altri, senza accettare l’evoluzione che avanza !!!

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