[ ] Rapida sosta al mercato di Fonte, banco dei fiori e delle erbe, molto frequentato. Adesso è il tempo delle aromatiche e delle insalatine da taglio. Molte signore si approssimano al banco con la piantina già in mano per pagare in fretta, ignorando l’ordine di arrivo. Il titolare si barcamena tra una richiesta e l’altra, chiedendo sommessamente chi è arrivata prima. Io osservo e aspetto il mio turno. A casa ho fiori in abbondanza, comunque prendo una violaciocca, in ricordo di mia madre che amava questa pianta profumata e una surfinia tricolore, da appendere sotto al glicine. Spero di godermi il mio angolino preferito all’esterno, se il tempo lo consentirà. Infatti sono annunciate piogge. Quelle dei giorni passati fanno disperdere i petali del ciliegio giapponese che punteggiano l’erba di rosa. Anche i tulipani rimangono chiusi e per oggi non se ne parla di esibire le corollle. Quando ero in servizio, pensavo che da pensionata mi sarei occupata di fiori, cosa che faccio per diletto, ma anche perché stimola la mia attitudine a scrivere poesie. Giusto ieri mi è tornata tra le mani la mia raccolta di fotografia e poesia Natura d’oro. La sfoglio e mi soffermo sulla poesia che sottolinea il cambiamento favorito dalla stagione novella: Rinascita Li credevo morti/i vecchi gerani/di mia madre/ridotti a sparuti steli/e qualche foglia arrugginita/con dentro però ancora la vita/che non si arrende./Inaspettatamente/scorgo dal balcone/una nota di rosso/o forse rosa, bianco/e violino: una canzone…/Mia madre li bagnava ogni mattino:/io li ammiro soltanto/per l’arte di rinnovarsi/oltre ogni previsione.//

Se non ci fosse la natura che mondo sarebbe?
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Piatto, grigio, anonimo mondo sarebbe! Grazie, ciao!
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Già la natura la vedo come nostra madre, ma anche lei inperfetta, come dice Einstein la perfezione sta nell’imperfezione, ed ecco che anche la natura che segue le sue forze universali mi ha appiopata l’umidità con la conseguenza di un blocco alla spalla sinistra con contorno di dolore… Mi da una grinta vitale eccezionale solo guardare il giardino di fronte con il ciliegio in fiore e altri alberi che lo circondano con le foglioline felici di emergere,(prtroppo la mia memoria non gli da un nome, ma il mio cervello li riconosce) con un praticello erboso pieno di simpatiche margheritine che mi sorridono dove i vivi e cari merli si impegnano alla caccia del loro alimento… Perchè noi uomini non riusciamo a trasformare tutto questo in amore ??? … Nel cuore della primavera/ dove i fiori sbocciano leggeri/ l’uomo cerca un’altra chimera/ e l’amore resta nei pensieri… I colori del mondo si accendono/ ma gli occhi guardano altrove/ e così, tra i petali che si tendono/ l’amore resta una storia da scoprire, ancora… che delusione… ivano
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Bella la chiusura in poesia. La natura ci dà una grande mano, se noi sappiamo tendergliela… sereno pomeriggio!
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Mi affaccio alla finestra che dà sul giardino, un cielo molto spesso uggioso, le piante spoglie, lasciano spazio a giornate tiepide e soleggiate con le piante che mostrano i primi germogli e fiori. È il momento che la natura si risveglia e tutto torna a splendere. Il cinguettio degli uccelli, il ronzio degli insetti,il fruscio del vento tra le fronde degli alberi completano la rinascita della primavera. Ora è anche la stagione del pollice verde. Torna il desiderio di coltivare nuove piante e i balconi delle case già punteggiano di bianco, rosso rosa, azzurro, giallo e danno vita a un’esplosione di profumi.
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Grazie per la testimonianza, un esempio di prosa poetica rivitalizzante in giornate con il freno a mano tirato. Buona serata e oltre! 🤝
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Beh, io ho sette tulipani, cinque rossi e due bianchi nella loro massima bellezza; cosa dici Ada è troppo poco?!
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Sette è un bellissimo numero…goditi i tulipani finché durano. Poi ci saranno altri fiori a rallegrare vista e cuore. Buona serata e oltre! 🌷
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