Oggi in Giappone è la Festa delle bambole (Hina Matsuri) nota anche come Festa delle bambine: prepara all’arrivo della primavera e porta le famiglie a riunirsi per invocare salute, bellezza e amore per le proprie figlie femmine. A tale scopo si espongono per alcuni giorni bambole di ceramica vestite con abiti tradizionali. L’usanza nacque intorno al VII secolo, credendo che le bambole avessero il potere di allontanare spiriti malvagi e malattie. Mi piace la contaminazione tra passato e moderno tipica del Paese del Sol Levante. Lica Gian è la bambola ora più famosa, venduta online e vestita con gli stessi abiti indossati dalla stilista che la veste. Lo scopro seguendo STORIE, settimanale del Tg2 di prima mattina. Questa notizia mi riporta, giocoforza alla mia infanzia quando in realtà ho smesso di giocare a otto anni, con l’arrivo di mia sorella che dovevo accudire (attribuisco a questa circostanza la mia tendenza all’accumulo di oggetti, per una sorta di ‘rimedio’ a quanto non sperimentato). Pertanto non mi sono affezionata alle bambole, salvo una cui avevo dato il nome Emilia, per la simpatia verso una giovane donna che frequentava casa. Però ne ho regalate, anche di colore come mi ha ricordato Marcella. Da adulta, me ne sono fatta regalare una: seduta su una sedia di legno, con cuffietta in testa e vestito color melanzana sembra piuttosto la riproduzione della serena vecchiaia cui aspiro. Il gatto ci gioca e ogni tanto mi trovo per terra una scarpina, un nastro, perfino una mano (chissà che non alluda al decadimento fisico)… la ricompongo e torna a vegliare sul corridoio della zona notte. Del resto, chi l’ha detto che le bambole servono solo alle bambine? Non credo che oggi siano molto appetite come dono, essendosi molto espanso il ruolo della donna. Per fortuna.

Neanche io ho giocato con le bambole ,a me piaceva giocare all’ aria aperta ,con i giochi di strada : il salto della corda ,il saltarello palla avvelenata e poi a casetta con le pentoline ,tazzine, bicchieri .Questi erano i miei giochi in linea di massima…….Buon pomeriggio amici lettori!!👋👋
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Che simpatica Lucia, mi fai pensare allo spettacolo Dalla strada al palco…che non a caso ci piace. Ti immagino bambina creativa, dinamica e aperta caratteristiche che ti contraddistinguono ancora. Bene, un altro tassello del puzzle che ci unisce. Grazie, a dopo! 💛
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Idem,come Lucia.Giocavo all’aperto con gli amichetti di una vicina casa colonica e trovavamo sempre nuove storie di gioco.
L’unica bella bambola che mi è stata regalata dalla mia madrina di cresima è rimasta nello scatolone,come in una bara,
dentro l’armadio dei miei è ogni tanto la tiravo fuori per porla al centro del letto matrimoniale.Nessun effetto e men che meno affetto.
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Forte Adriana, il tuo futuro scritto nella bambola! La tua chiusura: “Nessun effetto e men che meno affetto” sembra il titolo di un avvincente racconto…movimentato! Grazie di avere partecipato la tua esperienza d’infanzia. Buon pomeriggio, ciao! 🫶
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Il ciccio bello nero che hai regalato a Roberta negli anni 70 è ancora in vita, messo con le cose da tenere. Ciao Ada
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Che brava, tu e Roberta! Non mi ricordavo fosse il Ciccio bello nero! Grazie di averlo conservato, buon tutto! 🤝
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Non credi che le bambole siano oggi molto appetite dalle donne?!! Ti smentisco subito. Durante il mio ultimo viaggio in Giappone, un giorno in cui giravamo tra le bancarelle mi dicevo che era quella l’occasione di trovare qualcosa per fare un regalino, giusto un pensiero. Che fare? C’erano delle bamboline in giro, diverse da quelle che ricordavo di aver visto da noi, e chissà perché pensai che poteva essere una bella idea, e così la comprai pur pensando che potesse essere una di quelle stravaganze a cui ogni tanto mi abbandono, con un misto di incertezza e piacere.
Per farla breve, mi son fatto fare un bel pacchetto e l’ho portato a casa consegnandolo ad una persona a cui avevo promesso un dono, la mia anziana vicina di casa, così prodiga di tanti bei consigli. Non ti dico il piacere con cui ha accolto la bambola!
Beh, Gianfranco, sono contento per l’idea che hai avuto. Fai bene ad abbandonarti alle tue stravaganze, a seguire un non so che, una qualche non chiara ispirazione…
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Giusto che ti fai i complimenti di persona: la sensibilità e la gentilezza non devono sfumare col tempo, anzi se mai aumentare. La risposta della tua vicina di casa ‘prodiga di tanti bei consigli’ è la conferma che le stravaganze sono apprezzate (se il destinatario merita). Invidio il tuo viaggio in Giappone…mi racconterai, se e quando credi. Grazie per l’intervento, buona serata! 👍
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Erano gli anni.poveri del dopoguerra, poveri anche i giocattoli ma noi bambini ricchi di fantasia.
Il cortile di casa, la strada, il prato erano i luoghi dei nostri giochi. Giocavamo anche con le bambole, volevamo imitare i gesti di mamma e papà.
Insieme alle amiche allestivamo.pranzi e cene impastando la terra con le erbe raccolte nei prati giocavamo a fare le signore.
Molto appassionante era il gioco del nascondino, che ancora adesso è uno dei giochi più praticati,un passatempo.per divertirsi all’aperto.
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“Giocavamo a fare le signore…impastando la terra con le erbe”: che meraviglia! Invidio la tua infanzia, Francesca tra giocattoli poveri e tanta fantasia. Adesso i tuoi ricordi alimentano i tuoi bei racconti e consentono a chi legge un tuffo rigenerante nel passato. Grazie e complimenti! 👌
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