Autore ‘esordiente’

Dura la vita dello scrittore esordiente, che poi nel mio caso non è proprio così perché scrivo da almeno un decennio. Quando ho iniziato (per meglio dire iniziai) a dare alle stampe le mie prime opere, nel 2008 non sapevo quanto avrei scritto. Mi sono fatta prendere la mano e ad oggi ho scritto dodici opere (la 13esima è appena conclusa, ma ci vorrà tempo per presentarla), quasi tutte autoprodotte meno un paio affidate a case editrici online. Causa pandemia e anche una mia latente pigrizia, ho fatto poche presentazioni con la conseguenza di accantonare in casa parecchio invenduto. Giusto un anno fa mi è venuta l’idea di provare a vendere i miei libri (otto titoli su dodici perché i primi quattro sono esauriti) su Amazon, pratica assai complessa gestita da Manuel, il mio braccio destro. Così divento venditore quasi inconsapevole. Qualcosa è andato venduto ma la pubblicità che mi sarei aspettata era affidata all’algoritmo e l’ho scoperto dopo. Giorni fa vengo a sapere (in realtà è scritto nel contratto, però non analizzato a dovere) che dopo 365 gg di deposito, la ‘merce’ invenduta va al macero, se non viene richiesta la restituzione. Apriti cielo! Manuel da Cesena, dove sta facendo il tirocinio per la tesi di Laurea deve risolvere la cosa e rimediare alla mia sbadataggine. Morale della storia: sono tornati a casa un centinaio di libri, in svariati cartoni/buste, mesti come immagino fosse il figliol prodigo…ma lieti di tornare dalla loro ‘mamma’ che ne avrà la massima cura. Perché un libro non è una merce e va trattato con il rispetto che si deve ad ogni prodotto dell’ingegno (anche se non fa vendere il distributore). Per ora le creature letterarie sono al sicuro. Valuterò come fargli prendere il largo quando raggiungeranno la maggiore età (si accettano consigli).

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