Aggressione brutale

Sono esterrefatta per quanto accaduto alla psichiatra Barbara Capovani, presa a sprangate fuori dal reparto alla fine del suo turno, venerdì pomeriggio. Operata alla testa, le sue condizioni sono critiche. Il bollettino diramato ieri dall’Azienda Ospedaliera precisa che “Versa in condizioni estremamente critiche ma è ancora viva”. La psichiatra 55enne è responsabile dell’unità funzionale di Salute Mentale dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. La squadra mobile è alla ricerca dell’aggressore, con la mascherina e vestito di nero, di cui al momento non si conosce l’identità. Scontato pensare a uno fuori di testa, magari un suo paziente. “Nell’ultimo anno in Toscana oltre 1200 medici e infermieri aggrediti” è il titolo di un articolo pubblicato dal quotidiano LA NAZIONE. Vorrei che fosse una bufala, o quantomeno un’esagerazione. “Atto gravissimo” lo definisce Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici. Una professoressa intervistata consiglia alle sue specializzande di seguire corsi di autodifesa. L’aggressività e la violenza sono cresciute in maniera esponenziale: io lo constato quando guido, operazione che faccio peraltro malvolentieri. Il personale sanitario è in prima linea, quanto a rischio, come pure chi lavora per garantire l’ordine e la sicurezza. Godendo di buona salute, frequento l’ambulatorio della mia dottoressa Roberta Bolzonella di rado. Tuttavia quando succede, mi viene spontaneo pensare alla concentrazione di ansia, di aspettative e talvolta di pretese che si mischiano nella sala d’attesa. Pazienti di varie età e pelle, dotati di mascherina chini sul cellulare intenti ad ammazzare il tempo, prima di poter conferire con il proprio medico di base, suppongo dotato di una pazienza infinita. Immagino che alla sera la dottoressa, cui mi lega un rapporto d’amicizia, sia pressoché distrutta. Meglio se sbaglio. Spero non le sia mai capitato un episodio increscioso…certo ne avrebbe storie da raccontare! Mi sono permessa questa digressione personale, per esprimere la mia solidarietà al personale sanitario tutto, in questo periodo in grave affanno. Alla psichiatra vittima della brutale aggressione, la mia pietà e la speranza che ce la faccia.

12 pensieri riguardo “Aggressione brutale”

  1. Piena solidarietà al personale medico di cui ho necessità 💖💖💖in questi giorni perché mi trovo in situazione di degenza in reparto ospedaliero .Hanno tutto il mio rispetto e comprensione nessuno escluso.Grazie miei angeli!!!!

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    1. Che bello, Lucia! Diffondi il tuo commento (se vuoi anche il mio post) dove sai/vuoi tu, perché questi operatori del bene vanno sostenuti e incoraggiati! Già sono pochi e noi ne abbiamo bisogno! Cari saluti e tanta salute! 🍀🧡🌻

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  2. Sì, è vero. È cresciuta la rabbia e la violenza in modo preoccupante, specie in alcuni ambienti sensibili e fragili. Dalla famiglia alle scuole, dagli ospedali ai pronto soccorso…. Dove c’è dolore, paura, sofferenza lì cresce la rabbia. La gestione e la elaborazione del dolore e della rabbia consentono l’attenuazione della violenza sociale.

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    1. Gestione e elaborazione del dolore e della rabbia: argomenti forti anche solo a menzionarli. Ciò detto, a chi competono? Abbiamo il personale idoneo…e chi ne è vittima, è disposto a rinoscerlo per farsi aiutare o piuttosto non preferisce incolpare gli altri della propria fragilità? Caro amico, speriamo che qualcosa venga fatto per allentare lo stato di tensione. Sereno pomeriggio 🖐️

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  3. Sembra che l’aggressore sia un ex paziente,(dal tg) così avrà le attenuanti perché incapace di comprendere quello che faceva e che ha saputo fare! Rischiare la vita, per qualsiasi lavoro, non è giustificabile. Ciao Ada. Ciao Lucia adesso buona convalescenza 🤞🤞🤞🤞

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    1. Dici giusto, cara Marcella: nessuno dovrebbe rischiare la vita nel posto di lavoro…ma purtroppo succede ed è successo. Fossero prese le misure idonee perché almeno non succeda più! Grazie per il saluto augurale a Lucia!🌻

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  4. Che triste notizia, quella della tua lettrice Maria Luisa.
    Grazie a te, Ada, che col tuo post fai riflettere sulle condizioni e sui pericoli che corrono certe professioni, soprattutto le donne da sole nei loro ambulatori o uffici.
    Quando uno è giovane e studia, animato da grandi ideali, non penserebbe mai ad eventuali pericoli.

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    1. Grazie, cara amica! Tempi tristi e duri, sono disorientata. Massima solidarietà per chi è in prima linea, ma anche nelle retrovie! Grazie del tuo accorato commento! Un abbraccio! 🫶

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