L’uomo è come un filo d’erba…

Le morti sono tutte dolorose, specie se le vittime sono giovani sane e belle, con tutta la vita davanti. Mi riferisco all’incidente successo a due passi da casa, a Pieve del Grappa, le prime ore del giorno di Ognissanti. Lo so da una collega e poi lo sento per telegiornale. Vittima una 22enne, con bellissimi occhi azzurri, incautamente messasi per strada a piedi da sola di notte, dopo aver litigato con il fidanzato, insieme al quale aveva trascorso la serata. Miriam Ciobanu è il suo nome, studentessa del vicino comune di Fonte. L’investitore, alla guida di una Audi A3, è un suo quasi coetaneo di San Zenone; il 23enne stava rientrando a casa, dopo aver passato la serata ad una festa di Halloween. Sottoposto agli accertamenti del caso, è risultato positivo ad alcol e droga; di conseguenza arrestato per omicidio stradale aggravato. Particolare che rende ancora più dolorosa la vicenda: dopo il diverbio, di notte la giovane aveva chiamato il padre al cellulare, senza esito. Dopodiché si è incamminata verso casa, lungo la strada senza marciapiede da cui sarebbe sbucata all’improvviso, forse per farsi dare un passaggio. Sia come sia avvenuta la dinamica, si contano sessanta le vittime nel Trevigiano da inizio anno. Sono interdetta. Mi torna in mente un pensiero di Blaise Pascal (1623 – 1662) che da ragazza mi aveva colpito: lo avevo ricopiato su un cartoncino, fissato poi sopra il letto per non dimenticarlo: l’uomo è come un filo d’erba ma pensa. Ovverosia è paragonato a una canna pensante. Che purtroppo si spezza con un nonnulla.

4 pensieri riguardo “L’uomo è come un filo d’erba…”

    1. Già, l’ho saputo da Adry ieri sera…assurdo morire così, in una notte così…la precarietà della vita è sottovalutata, mentre i pericoli sono dietro l’angolo. Povera Miriam, piena di progetti lasciati sull’asfalto! Pace all’anima sua! 🙏

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  1. Già povera Mirian ….. è terribile
    Riesco a capire la incapacità di vivere la vita in modo che ostenta un’assoluta indipendenza e libertà di modi e di atteggiamenti a quell’età, anch’io ho rischiato più di una volta da 18 ai 20 anni. Con la macchina nuova mi sembrava d’essere oltre il mondo, tanto che sicuramente l’angelo custode mi ha protetto, ma quello che mi preoccupa è il fatto della droga.
    Lo dico sempre ai miei nipoti e non passa occasione che vado a individuare se ci fosse qualche accorgimento che mi indica il pericolo. Ne parlo anche con i genitori che non stiano mai distratti di fronte a questi avvenimenti.
    Da ragazzo ne ho sentito parlare ma ben lontano dal possederla sia per me che per i miei amici, ma adesso che succede !
    Quella ragazza alla 04 del mattino è stata colpita in centro della strada, è un pò anormale, se sei cosciente l’autostop lo fai dal ciglio, e quel ragazzo positivo all’alcol e droga, è estremamente, per me grave, questa pazzia nel usare le droghe per essere felici, perchè immagino sia questo il motivo !
    Certo vogliono essere diversi dai grandi, lo abbiamo fatto tutti, i cambiamenti tra adolescenti e vecchi fa parte dell’evoluzione, che da quello che vedo tutto sommato è migliore. Vogliono provare emozioni, fa parte dell’età piena di energia di spirito e pensano che la droga li porti a essere diversi forse eccezionali !!!
    In Germania, sentito questa matt ina per radio, un senatore ha chiesto di liberalizzare la droga, quella leggera, che non so quale sia, per togliere dalla strada la malavita che vive di questo e poter seguire i ragazzi che la usano, riconoscendoli, dal momento che vanno in farmacia a comprarla, non lo so ma forse è una soluzione, mi sembra che l’aveva chiesto un partito Italiano.
    Il guaio è che li porta oltre che non essere coscienti anche alla violenza, prepotenza e sopraffazione e si allontanano dai sentimenti sia con i genitori che con i compagni, diventa proprio un pericolo

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    1. Ho dei dubbi che l’evoluzione dei giovani sia migliore del passato, se ho compreso bene. Diciamo che c’è di tutto e di più, anche i bravi ragazzi ma restano un’eccezione rispetto a quelli insoddisfatti, sempre alla ricerca di chissà che. La mia impressione è che sia tutto piuttosto ‘liquido’ e che gli adulti siamo in crisi come educatori, mentre i giovani si sentono onnipotenti e niente affatto prudenti. Se poi ci aggiungiamo la fatalità…non c’è proprio da stare allegri!
      Noi abbiamo fatto qualcosa…ma non abbiamo finito! Ciao!

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