“Essere madri è anche faticoso”

Se posso, evito di parlare di fatti troppo duri che aumentano la mia percezione negativa, anziché alleggerirmi. Mi riferisco alla morte della piccola Diana, 18 mesi, abbandonata per giorni dalla madre snaturata che l’ha lasciata imbottita di tranquillanti (che avrebbe fatto meglio a prendere lei, vogliosa di divertirsi) e qualche biberon di latte. Mi fa male perfino a scriverle, queste cose. Però ci provo, stuzzicata da ciò che leggo sulla rubrica “Passioni e Solitudini” della dottoressa Alessandra Graziottin, di cui riporto testuali parole: “La mitologia della maternità, così forte nel nostro paese, tiene nell’ombra la complessità della maternità. Essere madri è anche faticoso. Richiede sacrifici, non solo di tempo, e rinunce”. Nel titolo dell’articolo è inclusa la denuncia degli indifferenti, complici di tanta tragedia. Io non so quanto la madre abbia recitato o sviato eventuali sospetti di abbandono, le indagini potranno chiarire. Era successo che avesse anche lasciato i cani senza cibo e acqua per giorni. Inviava foto della figlioletta alla madre per coprire la sua assenza e illudere che fosse tutto ok, mentre la realtà era di crudele abbandono. Suppongo che qualcuno le avrebbe dato una mano, se l’avesse chiesto. Sarebbe stata più tranquilla perfino lei, se avesse affidato la bambina a qualcuno, a pagamento o a gratis. La piccina ha finito di soffrire, la madre no. Comunque recupero un passaggio dell’articolo della Graziottin su cui posso dire la mia, con cognizione di causa: Essere madri è anche faticoso. Senza ombra di dubbio, specie se si è single e sostenute da una buona dose di presunzione di farcela da sole. Oppure costrette da contingenze reali a sostituire l’altro genitore mancato. Inevitabile pensare alle vedove di guerra di ieri e di oggi. La realtà rifila un conto lievitato, che costringe a rivedere la posizione iniziale: se qualche casella del puzzle è vuota, urge rimboccarsi ulteriormente le maniche per colmare i vuoti. Infine, quando il figlio è grande e autonomo, è una grande soddisfazione constatare che va per il mondo con le sue gambe. Sono molto orgogliosa di essere anche madre, ma non ritengo assoluto questo ruolo, perché una persona ha varie occasioni per esprimersi e dare il meglio di sé. A qualcuno riesce meglio nel privato, ad altri nel sociale, mentre i più dotati riescono bene in entrambi. Pacifico che ogni percorso costa fatica. La parabola del seminatore insegna.

4 pensieri riguardo ““Essere madri è anche faticoso””

  1. Il difficile ruolo di essere madri costa fatica ,eccome !! Se ogni madre dovesse elencare tutti i sacrifici che si fanno per questi nostri figli…….ci sono madri che si annullano come persone e altre che abbandonano i figli per andare a divertirsi.Che mondo !!!!!Comunque evviva le mamme ,quelle ( sane ) però!!!!! Ciao Ada!!👋😊👋⛱

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    1. La tua trasparenza di pensiero mi era nota! Grazie per la conferma e la continuità. Siamo tutte sulla stessa barca, ma se ci sosteniamo è tutto meno faticoso. Buon pomeriggio! 💕

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  2. Non trascuriamo i papà… Io ho dato metà della mia vita esclusivamente per i figli, da solo !!! E ancora continua !!!
    Sono un pò arrabbiato per quello che dite !
    E’ una cosa atroce quello che ha fatto quella mamma. Portare la figlia di pochi mesi alla morte per non averla assistita è una cosa spaventosa !!!
    Perché è diabolico è innaturale !!!
    Il nostro cervello è il grande direttore delle nostre idee, azioni, desideri e preoccupazioni: Si è lui, la realtà è che siamo noi il nostro cervello !!!
    Quando nasciamo è completamente vuoto ! Da non crederci !
    E’ attiva solo la parte primordiale che ha una quantità minima di cellule che si connettono mi sembra senza neuroni le quali ricevono impulsi dal corpo per esercitare l’assoluta necessità di sopravvivenza.
    Poi si formano i neuroni i quali attraverso i collegamenti vanno a ricordare e mettere in attivo tutte le esperienze che andiamo ad accumulare !
    La fase più importante è dai due ai 6/7 anni, ma non finisce lì !!!
    E’ quello che ci portiamo dietro della nostra vita che ci forma e ci da le nostre capacità, le quali sono viste dagli altri in maniera diversa in quanto hanno accumulata una vita esperienziale autonoma !!!
    Guarda in Iran, come ragionano quella gente; oppure i Talebani oppure i cristiani in Canada che per condizionare il popolo allora esistente con una religione diversa hanno uccisi i bambini e esiliati i grandi, tanto che il Papa in questi giorni sta chiedendo scusa !!!
    Quelli siamo noi, siamo quelli che diventiamo !!!
    Quella Donna, Quella Mamma quale Esperienza a formato il suo cervello non lo so, ma sicuramente non serena e amorosa !!!
    Poi c’è il lato fisico, il nostro cervello si ammala ! Le situazione in questo senso sono talmente complesse e varie che non siamo ancora capaci di gestire.
    Certo è una cosa che mi fa ribrezzo della morte della bambina e mi fa soffrire, ma non saprei proprio condannare la mamma, da ricoverare di sicuro, da gestire di sicuro, il mio istinto, sicuramente sbagliato si comporterebbe in modo atroce ma è indubbio che siamo frutto di noi stessi e non siamo nessuno uguale.

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    1. Hai ragione, ci sono anche i papà…se si fanno valere! Il cervello è il direttore d’orchestra delle nostre azioni: determinanti le esperienze e la salute dello stesso, magnifica parte di noi ancora poco studiata. Non conosco il passato di quella madre snaturata, che era circondata da persone abbindolate dalle sue bugie e non riesco ad augurarle un futuro di recupero. La figlia ha finito di soffrire, lei ha un futuro lastricato di privazioni: prima la libertà! Una vicenda tanto fosca che interesserà gli autori di gialli. È anche segno della nostra società individualista, perché in una società patriarcale difficilmente sarebbe successo (anche se i delitti si verificavano comunque). Il male si nasconde ovunque, anche nel corpo di una bella donna senza cuore. Uomini – e donne – vegliate! Ciao Ivano, interessante il tuo punto di vista, generosamente espresso! Alla prossima! 🌝

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