Il popolo rom e la libertà

8 aprile: Giornata Internazionale dei Rom, scelta per ricordare il primo congresso mondiale del popolo rom, che si tenne a Londra nel 1971, per celebrare la cultura di questo popolo e fare conoscere i problemi che incontra nei vari Paesi. Ringrazio Martina che me lo ha ricordato. Il termine Rom significa uomo nella lingua romanì (che è la lingua dei Rom) e la loro bandiera è una ruota rossa in campo azzurro (che rappresenta il cielo) e verde (che rappresenta la terra). La ruota invece allude al continuo migrare dei popoli nomadi, che sono tanti: un gruppo numeroso è quello dei Sinti; poi ci sono i Camminanti, i Kalè, i Gitani e molti altri. La loro è una lunga storia. I loro antenati vivevano nel nord dell’India. Erano nomadi e si mantenevano facendo i musicisti, i giocolieri, addestrando gli animali e lavorando i metalli. Poi si spostarono verso l’Europa, dove si dispersero nei vari Paesi, diventando presto il capro espiatorio di ogni evento negativo. Durante la seconda guerra mondiale furono internati nei campi di concentramento dove 500.000 di loro furono uccisi. Fatto un po’ di ripasso storico, adesso dico la mia: provo una grande ammirazione per ciò che rappresenta questo popolo in termini di unità e indipendenza. La figura della zingara mi ha sempre affascinato, tanto che da bambina preferivo il costume di gitana a quello della stucchevole fatina con la bacchetta magica. Non a caso anni addietro ho scritto un lungo racconto, intitolato FLAMENCO THERAPY con protagonisti artisti di strada, che spero di ampliare nel prossimo futuro, magari trasformandolo in romanzo. La fisarmonica, strumento che suonano con maestria, mi è cara: l’ha suonata mio figlio da ragazzino e la strimpello anch’io, in periodi particolari. Adesso che ci penso, ho vinto un paio di gare di tango sulle onde della fisarmonica, strumento caro agli zingari (per me la parola zingaro è piena di ritmo e di movimento). Il concetto di libertà è bene rappresentato dal popolo nomade che convive serenamente con la natura e gli animali. Un paio d’anni fa, in paese aveva fatto sosta un carrozzone condotto da cavalli, casa viaggiante per una numerosa famiglia di artisti, che si esibivano la sera su un prato. Ho anche parlato con una giovane mamma coi lunghi capelli neri e l’ampio sorriso, in cui mi sono identificata. Anche se è durato solo un paio di giorni.

4 pensieri riguardo “Il popolo rom e la libertà”

  1. Sarà anche un luogo comune che gli zingari siano dei ladri,ma io sono testimone di due fatti accaduti anni fa’.Il primo non lo racconto perché ci vorrebbe troppo tempo,il secondo invece l’ ho vissuto in prima persona, quando 2 zingare hanno tentato di introdursi a casa mia,ma per mia fortuna le ho scoperte in tempo da far sì che scappassero a gambe levate. Da quel giorno purtroppo non nutro più fiducia in loro.Naturalmente anche fra di loro c’è della brava gente……

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    1. Sapevo che ti era capitato… c’è di tutto dappertutto. Continuo ad ammirare ciò che c’è di attraente nella loro cultura, l’amore per la libertà…anche se non intendo fare di tutta l’erba un fascio. Lo spirito gitano si è insinuato in me tanto tempo fa! Ciao Lucia, buon pomeriggio

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  2. Grazie Ada, da sempre i ROM, i Sinti, i Kale’….. mi hanno incuriosito, alcuni anni fa ho pensato che questa curiosità doveva essere soddisfatta, per non giungere alla semplicistica conclusione: sono diversi da noi, si devono comprendere, a volte si deve stare attenti, ecc.
    Ho letto il libro del professor Santino Spinelli – ROM questi sconosciuti. Il professore Spinelli è egli stesso un ROM, ha due lauree ed è docente all’Universita’ di Chieti. Leggendo il libro, che parte appunto dall’India, ho capito tante cose e perché succedono.
    Uno dei capitoli finali è dedicato ad una lunga serie di personaggi del cinema , della musica, dell’imprenditoria, della letteratura, di etnia zingara.
    Ho impiegato un po’ di mesi a leggerlo, ma ne è valsa la pena.
    Altro libro, di Vincenzo de Florio (sacerdote, mi pare pugliese): Mi basta che tu mi vuoi bene, il mio viaggio con i ROM.
    Ciao.

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    1. Interessantissime indicazioni di sane letture: grazie di ❤️
      Dovrò occuparmene perché intendo riservare uno spazio a queste curiose persone nel mio prossimo romanzo, perciò le tue letture cadono a proposito. Magari mi racconterai qualcosa anche di persona. Ti sento molto empatica! Buona cena e serena conclusione di serata! 👋

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