(Bei) tempi andati

Sono stata a trovare la mia amica Lucia: che bello! Al ritorno mi sono fermata a fare la spesa al tosano: che brutto! Adesso spiego. Lucia è ospite di una struttura a Valdobbiadene dove fa riabilitazione dopo l’intervento al ginocchio. Conoscevo l’ambiente, ampio, arioso, accogliente. L’incontro è avvenuto attraverso una porta a vetri, impossibile un contatto nemmeno furtivo. D’altronde mi ero informata. Comunque ho visto la mia amica venirmi incontro con le stampelle e ci siamo parlate per mezz’oretta. Non è proprio come a casa, attorno alla tazzina di caffè (Lucia lo fa con la macchina espresso ed è davvero buono), ma è pur sempre confortante, in attesa che rientri a casa, che dista poche decine di metri dalla mia. Di strada, avevo già ipotizzato di fermarmi all’ipermercato tosano di Pederobba, non perché mi piaccia fare la spesa in grande, ma perché solo lì trovo i risotti pronti Viva la mamma nei cinque gusti proposti: milanese, zucca, tartufo, asparagi, funghi porcini. A mio dire sono una delizia, basta scaldarli due minuti al microonde. Già che c’ero ho acquistato frutta e verdura. Verso la mezza mi approssimo alla casa, ovverosia una delle tre attive su ben venticinque. Chi mi precede ha carrelli stracolmi di roba e ci vuole il suo tempo. Mi faccio distrarre dalle uova di Pasqua della cliente davanti a me e penso quant’era bello quando andavo a fare la spesa dal bottegaio sotto casa, con il libretto dove venivano registrati gli acquisti che poi mio padre saldava a fine mese: niente code, zero stress, sorrisi e scambio di battute, controllo oculato della merce che doveva rispondere a effettiva necessità. Per chiudere, una manciata di caramelle per saldare l’amicizia tra cliente ed esercente. Bei tempi andati, di magra da una parte e di consolazione dall’altra. Tra l’altro, Lucia da ragazza lo ha sperimentato. Non mi dispiacerebbe ritornassero in parte, per restituire un po’ di animo al benessere.

2 pensieri riguardo “(Bei) tempi andati”

  1. Cara Ada, ti ricordi quando si andava a prendere lo zucchero e te lo davano nella carta azzurra .Le caramelle Golia ,così sciolte in un sacchettino e poi via a portare a casa lo zucchero e altri beni necessari.Quelli sì erano bei tempi……Grazie della visita di oggi assieme alla Boschiero, mi ha fatto molto piacere vedervi. Un caro saluto a tutti i lettori del blog ,dall’ U.R.T.di Valdobbiadene : centro riabilitativo😊😊😊😊

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    1. Brava Lucia, fonte di ricordi e di serena accettazione del presente un po’ doloroso…ma passerà. Fai buona pubblicità alla struttura che ti ospita e che se lo merita. Tifiamo tutti per te! Buon pomeriggio, un abbraccio! 🌝

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