L’eredità secondo me

Il tempo ieri nebbioso e la convalescenza mi hanno costretta a rimanere a casa tutto il giorno, gradendo molto le telefonate e le visite di mio figlio (con le pastine) e di Lucia. Nel mezzo ho guardato un po’ la televisione, che solitamente mi concilia il riposino pomeridiano. Durante il programma Domenica In con Mara Venier ho assistito al “dramma” di Gina Lollobrigida, una star del nostro cinema ed apprezzata fotoreporter (ha intervistato anche Fidel Castro). Me la ricordo come la Fata Turchina nello sceneggiato tivù Le avventure di Pinocchio, di Luigi Comencini (1972). Nel 2007 ha organizzato la sua prima mostra di scultura a Pietrasanta, di cui è cittadina onoraria. Longeva e poliedrica, sex simbol degli anni 1950 e 1960 a livello internazionale, 94enne ancora bellissima (nata a Subiaco, 8 luglio 1927), la Lollo si lamentava di non poter gestire i propri soldi e di essere stata giudicata incapace, per intervento dell’unico figlio maschio, Andrea Milko Skofic. È uscita con dolenti espressioni del tipo: “Ho il diritto di vivere e anche di morire in pace” e simili, che hanno toccato il cuore della conduttrice, e anche il mio. Al di là di come stiano effettivamente le cose, ho sempre pensato che sia meglio avere pochi soldi, anziché viceversa. Se in aggiunta la persona è famosa, come nel caso della Lollobrigida, gli interessi altrui (forse più appropriato dire avvoltoi) si moltiplicano, forse anche tra i consanguinei. Interprete di famosi film in bianco e nero, tra cui quello dove impersonava “la bersagliera”, epiteto che le è rimasto addosso, l’attrice sembrava ieri una persona fragile, bisognosa di affettuosa comprensione; come chiunque, ma di più per le persone in là con gli anni. A supportarla c’era anche l’avvocato, che segue la causa che la riguarda. Non vorrei essere nei panni del figlio… Spero di non aver bisogno, un domani, che mio figlio si occupi di me e di amministrare, a mio nome, ciò che resterà della buonuscita concessami a fine carriera di docente, dopo oltre trent’anni di insegnamento. Già ora mi procura malessere gestire il modesto tesoretto. Non escludo di liberarmene in qualche modo, al netto di ciò che destinerò alla mia vecchiaia. Conto su una eredità di altro genere, che rappresenti le mie attitudini e zero il conto in banca.

4 pensieri riguardo “L’eredità secondo me”

  1. La tua eredità Ada, sono i tuoi libri, per quanto riguarda i beni materiali sono del parere che tolti quelli che servono per garantirsi una vecchiaia serena ,il resto è meglio spenderli concedendosi qualche vacanza in più ,magari una bella crociera !!! Ciao ,ci sentiamo!!!🥰🥰🥰🥰

    Piace a 1 persona

    1. Anche oggi mi convinci, saggia ed equilibrata come sei. Appena mi sarò messa “in linea” attivo Adriana 1 o 2 e ci facciamo un bel giretto (ma no Islanda, senza alberi). Buon pomeriggio! 🧡

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: