Uscita di scena

Tra le notizie di attualità che oggi leggo in internet su TREVISOTODAY mi colpisce questo titolo: “Il sorriso di Michele si spegne a 22 anni: raccolta fondi per aiutare la famiglia. Penso a un incidente e considero l’articolo. Michele Pagniello di Istrana si è tolto la vita. Accompagna l’articolo la foto di un volto dolce, con leggera barba sopra le labbra, forse un velo di malinconia nello sguardo. Di motivi per dolersi ne aveva: padre morto da poco per tumore, studi abbandonati per aiutare la famiglia, diviso tra tre diversi lavori: magazziniere, cibi da asporto che forniva a bordo del “food truck” (camion che prepara cibo da asporto) e d’inverno vendeva le caldarroste per le strade e le piazze. Insomma, infaticabile, per sostenere la mamma e la sorellina ancora minorenne. Tant’è che mi chiedo: in una situazione economica stremata, dove è raro trovare una occupazione, non è che questo ragazzo si sia speso troppo? Non so nulla del suo carattere e se per caso avesse manifestato segni di cedimento, esclusi, a detta degli amici. Probabilmente era un soggetto che si teneva tutto dentro, e che non ce l’ha più fatta a reggere ritmi lavorativi esagerati. Chi troppo impegnato e chi troppo poco, magari finanziato da mamma e papà, nonni compresi. La via di mezzo sembra impraticabile. Mi fa pensare a un mio stimatissimo ex allievo che decise di uscire di scena, dopo essersi fatto una famiglia e aver cambiato un paio di lavori. Voleva la perfezione in tutto… che non trovava mai. La madre ottantenne, dolce e gracile, da tanti anni continua a chiedersi perché l’abbia fatto. Un tormento senza fine. E senza risposta.

6 pensieri riguardo “Uscita di scena”

  1. Che vicenda tragica,quando una persona decide di togliersi la vita.Perche’ l’ ha fatto? Perché ha lasciato sole le due donne della sua famiglia? Possibile che non ci fosse via d’ uscita ? Queste e mille altre domande senza risposte purtroppo!!! Riposa in pace giovane uomo!!!!!🙏🙏🙏🙏

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    1. Lucia, difronte all’ineluttabile è meglio non rodersi con domande destinate a restare inevase. Certo che i sensi di colpa per non aver capito in tempo la scelta di un gesto estremo devono essere micidiali! Povero giovane, e povere sorella e mamma, cui va tutta la mia dolente comprensione.

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  2. Povero ragazzo nessun giudizio o commento solo tristezza, un pensiero per la famiglia,che al contrario di lui non troverà mai pace. Ciao grazie per questa mattina,squisiti 🥧

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