FATALITÀ

Dopo pioggia e vento di ieri, oggi la settimana inizia con il sole che è sempre benvenuto, per le attività e per l’umore. Un paio di commissioni a Fonte, dove è in corso il mercato. Però prima sosta al bar, rigorosamente all’esterno dove è piacevole sostare seduta ad un tavolino rotondo, con la schiena al sole. Mentre attendo pazientemente la consumazione, sfoglio il quotidiano, sbirciando un bambino che mi guarda dal passeggino. Mi fermo su una pagina di cronaca che cattura la mia attenzione: “Il chirurgo ucciso da un’auto. Aveva operato, tornava a casa”. La vittima dell’incidente è il primario di Neurochirurgia dell’ospedale San Camillo, il 46enne Agazio Meviniti, che un paio di anni fa aveva salvato Manuel Bortuzzo, il nuotatore azzurro ferito a Roma il febbraio 2019 e rimasto paralizzato. Quando si dice la fatalità. Lo scooter del chirurgo viene tamponato sul Raccordo anulare, lui cade e si rialza, ma in questo frangente viene investito mortalmente. Leggo che a casa lo aspettano i due figli per fare i compiti: routine familiare sconvolta e traumatico cambio di abitudini. Chissà quante altre vite dolenti il dottor Agazio avrebbe potuto rimettere in sesto nei prossimi vent’anni! La sua morte sulla strada mi fa pensare a quella occorsa alla mia amica Zulay, colpita in pieno da un’auto fuori controllo, in sella allo scooter, mentre tornava a casa diligentemente sulla destra. Ha lasciato diverse sorelle sparse per l’Europa e un padre di origini indie in Ecuador. Era una mia allieva del corso serale ed eravamo diventate amiche. Le ho dedicato il romanzo MIGRANTE NUDA, che mi ha aiutato a metabolizzare la sua perdita. Sono trascorsi diversi anni da allora. Il senso di precarietà della vita che mi ha trasmesso la sua morte improvvisa e violenta si rinnova ogni volta che si allunga l’elenco delle vittima della strada. Un elenco esageratamente lungo.

4 pensieri riguardo “FATALITÀ”

  1. Mi dispiace tanto per il medico,lui che aveva salvato tante vite è morto così sulla strada.Che tragedia!!! Così giovane,poteva salvare ancora tante vite.Mi torna in mente la morte di un’ altro illustre chirurgo ,morto molti anni fa’ anche lui in un incidente.Aveva eseguito il primo trapianto di cuore all’ospedale di Padova : il prof.Gallucci.Queste tragedie accorse a medici mi colpiscono molto!!!! Buona serata😔😔😔

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    1. Me lo ricordo il dottor Gallucci, mani d’oro! Doveroso ricordarlo, brava Lucia: certe persone dovrebbero vivere a lungo, come Gianna di cui sentiamo tutti nostalgia! Ma siamo umani e dobbiamo chinare il capo… dormi bene perché domani è un giorno speciale… un abbraccio! 💟

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