In memoria di Gianna

Annamaria mi offre su un piatto d’argento l’argomento del post odierno: Gianna, la nostra cara e stimata collega di Italiano, mancata all’improvviso la notte di sette anni fa, a poche settimane dagli esami e dalla sospirata pensione. Per dire com’era Gianna ci vorrebbe un post a parte, perciò sintetizzo: preparata, spiritosa, disponibile, con una grande capacità di mediazione nelle situazioni conflittuali, sia in classe che nelle riunioni collegiali. Più di me potrebbero dire i suoi studenti, da cui riusciva a estrapolare il meglio. Io le ero coetanea e collega in una classe parallela. Conosceva la mia attitudine a scrivere e mi sosteneva, intervenendo alle mie presentazioni col seguito di allievi che preparava a puntino. Doveva succedere anche la prima domenica di maggio 2014 quando, purtroppo, due giorni prima un infarto bloccò la sua vitalità, lasciando allibita e incredula tutta la comunità scolastica, i figli Davide e Daniele, sorelle fratello e familiari tutti compresi. Gianna era anche molto attiva nel volontariato; in parrocchia era una colonna portante. Che fosse speciale lo dimostra il desiderio di dedicarle la scuola di Castelcucco, dove ha insegnato ininterrottamente per oltre trent’anni, ventilato all’indomani della sua scomparsa e ora riemerso attraverso la voce di Adriana, una comune collega. Io sono in pensione, come lo sarebbe Gianna, dato che eravamo coetanee, ma sottoscrivo volentieri la proposta. Non conosco l’iter burocratico perché il desiderio si realizzi. Mi limito a dire che Gianna se lo meriterebbe! Non solo per come insegnava, catturando l’attenzione anche dei più svogliati, ma per come si preparava: snobbando gli esercizi sul testo, elaborava verifiche di storia e di geografia, per “pilotare” le interrogazioni a buon esito, e si alzava nel cuore della notte per correggere i compiti. Per fare ciò, un insegnante “normale” si prende almeno una settimana; in condizioni ideali, io impiegavo circa un quarto d’ora per compito, per 20/25 allievi. Lei si affrettava, perché sapeva che gli alunni masticavano ansia fino alla consegna. Non conosco nessuno che abbia fatto di meglio. Perciò, cara Gianna, stai sicura: noi non ti dimentichiamo. Con o senza dedica.

7 pensieri riguardo “In memoria di Gianna”

  1. Condivido pienamente il ritratto che ne ha fatto Ada.
    Mi fa piacere essere stata avvertita di questo anniversario perché merita ricordare lei con tutti I suoi valori positivi.

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    1. Grazie, Paola! Gianna era anche molto religiosa, come te mi pare. Una dote, quella della fede che invidio a chi ce l’ha, senza tormentarsi di cercarla, come capita alla sottoscritta. Ma le vie del Signore sono infinite… mai disperare! Un abbraccio

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  2. Cara Ada,spero tanto che la Scuola di Castelcucco possa portare il suo nome, perché alla scuola e ai suoi alunni lei aveva dedicato tutta la sua vita.Cara Gianna riposa in pace, con affetto Lucia .🙏🙏🙏🙏

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  3. Cara Ada, era il 2 maggio e dovevate partire per andare sul Grappa insieme accompagnando le vostre due clasi.
    Io l’ho conosciuta solo quell’anno ma mi era sembrata subito una donna buona, intelligente e con quel buon senso che spesso manca nella scuola. Stava dalla parte degli alunni ma con sapienza e lungimiranza.
    Ti ringrazio per il tuo pensiero sul blog che me l’ha fatta apprezzare ancora di più.

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