Mare da amare

Avevo cinque anni la prima volta che vidi il mare… deve avermi fatto un grande effetto, perché è stato un crescendo di attrazione e di simpatia, una sorta di innamoramento ricambiato con la serenità che mi regalava il mare quando potevo starci anche poche ore. Viceversa la montagna mi incuteva soggezione e da grande l’ho evitata. Ma per questo ho una spiegazione: le scottature che prendevo da piccola sul tubo di scappamento della gilera, quando scendevo dal sellino posteriore, conclusa la gita che mio padre spericolato effettuava su percorsi montani accidentati. Dal mare ho percepito tutt’altro, un mondo in subbuglio, come un’anima che freme, a volte di passione, a volte di sentimenti sfumati. Per me è un luogo aperto come le pagine di un libro che non annoia. Racconta storie di emigrazione, di marinai, di pescatori, di sirene, di amori… Mi sovviene adesso la bellissima canzone “Una rotonda sul mare”, interpretata da Fred Bongusto, che da ragazza ha avuto il suo peso nel creare certe atmosfere romantiche. Ma anche vari testi recenti hanno per protagonista il mare, senza scordare la letteratura, dove i miei ricordi pescano la struggente poesia “Arrivederci fratello mare” di Nazim Hikmet. Una lunga introduzione per ricordare che oggi, 11 aprile si celebra la giornata nazionale del Mare (istituita con decreto legislativo 229/2017), con lo scopo di sensibilizzare i giovani e di sviluppare il concetto di “cittadinanza del mare”. Mi sembra molto opportuno, dato che l’Italia è una penisola protesa nel mar Mediterraneo… e che la vita viene dal mare. Se fossi ancora in servizio, ne avrei di racconti e di foto da proporre agli studenti al riguardo. Beato il mio caro collega Massimiliano che abita in Sardegna. Dalla sua isola mi invia foto paradisiache che fanno sognare. Col suo favore le posto, per condividerle con i visitatori del blog. Buon mare a tutti!

9 pensieri riguardo “Mare da amare”

  1. Cara Ada, una volta tanto nitrico in disaccordo con la tua opinione. Per me che non pratico sport, nuoto o vela, o attività marinare, il mare è di una noia pazzesca: una distesa infinita di acqua con un altrettanto infinito cielo! Vuoi mettere la montagna? I soli paesaggi di verdi prati e alte cime risollevano lo spirito e poi si può passeggiare, osservare i tantissimi fiori, raccogliere i funghi …e la soddisfazione di arrivare alla meta in alta quota e di rifocillarsi con i piatti tipici del luogo! Ho dei ricordi bellissimi di tante escursioni in montagna …

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    1. Sono contenta per te, che mi offri un punto di vista diverso e molto accattivante, pregno anche dei profumi culinari… vedrò di rivedere il mio panorama paesaggistico e di allargarlo. Del resto, in Italia ce n’è per tutti i gusti! Buona montagna, dunque, grazie di essere intervenuta e arrivederci! 💛

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  2. Cara Ada, anche io preferisco la montagna come ben sai, il mare lo apprezzo di più fuori stagione ,quando non c’è più tanta gente e si può stare in santa pace …..!!!! Però dai ,se c’è l’ occasione vieni a fare un giro in montagna a gustare i piatti locali ,come i canederli ,la polenta ,la tosela come dice anche Serapia ,con contorno il panorama dei monti …….!!!!

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    1. Verrò volentieri, mi attrae la compagnia… il pane e il companatico! Evidentemente le esperienze infantili lasciano l’imprinting, ma sono disposta a rivedere il primo punto di vista. Per oggi, sia mare che montagna restano tranquilli, buon pomeriggio! Saluti da Martina 💟

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  3. A me piace molto la campagna, nelle sue molteplici sfaccettature: campi coltivati contornati di filari di viti, da gelsi le cui more sono buonissime, campi a maggese al cui limite ci può essere una siepe naturale, all’interno della quale si può trovare il rovo le cui more sono strabuone, fossati di scolo, strade di servitù che noi chiamiamo cavedin, case coloniche, alcune restaurate ed abitate, altre lasciate in preda della natura e alle quali è pericoloso avvicinarsi.
    Ho un ricordo bellissimo della campagna tra Rovigo e Ferrara, ho avuto modo di goderla una sera verso il tramonto, ero in autobus di ritorno da Roma; forse mi trovavo lì nel momento in cui la luce rendeva al meglio il paesaggio che risultava favoloso.
    Comunque mi godo quasi quotidianamente la campagna che mi circonda.

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    1. Bellissimo commento, Martina che restituisce il giusto valore alla campagna che tu giustamente apprezzi e hai reso con delicatezza e terminologia appropriata: un piacere leggerti, complimenti! Mi sto apprestando a gustare i “fenoci in tecia”, sognando le focaccine della tua amica… buona cena e tutto il seguito! 💟

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    2. Cari saluti Martina !!! Come dice Ada, i ricordi spiacevoli dell’infanzia purtroppo lasciano il segno ,a proposito della campagna ,c’è stato un periodo che odiavo la campagna e sai perché? Perché la mia nonna paterna ,tornata dal Venezuela ha abitato un periodo nella campagna castellana .Non ti dico quel giorno che con mamma siamo andate a farle visita e quel giorno ,loro sono andate a fare compere e io sono rimasta da sola in casa.Il tempo passava, faceva un caldo infernale ,il gabinetto era all’aperto, le mosche ,lì da sola loro non arrivavano più finché ho deciso ,mi incammino e gli vado incontro ……una giornata da film horror !!!!Solo campi e campi …….da quel giorno la campagna mi ha lasciato il segno!!!

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