In ricordo delle vittime della pandemia

Oggi 18 marzo 2021 Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da coronavirus. In tutti i luoghi pubblici e privati sarà osservato un minuto di silenzio. Proprio il 18 marzo dell’anno scorso si registrò il maggior numero di morti su scala nazionale; in quel giorno i camion militari prelevarono le bare dei deceduti a causa del covid dal cimitero di Bergamo verso i forni crematori delle regioni vicine. Giusto che il Parlamento abbia istituito una legge per ricordare le vittime dell’epidemia e per sensibilizzare nei confronti del valore della Salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. In mattinata due cerimonie, presente il presidente del Consiglio Mario Draghi: la prima al cimitero monumentale di Bergamo dove tutto è iniziato – tornato a essere zona rossa come tutta la Lombardia – e a seguire l’inaugurazione del Bosco della memoria. Appropriata l’idea di un bosco, anziché di un monumento perché la pianta è simbolo di vita e un bosco vive più di una persona. La piantumazione di un albero di tiglio proveniente dalla Puglia, simbolo di unione tra nord e sud, sarà seguita dalla messa a dimora di 100 tra alberi da bosco, da frutto, arbusti che in seguito raggiungeranno quota 850. Il presidente del Consiglio Mario Draghi auspica che il bosco diventi un simbolo di riscatto, in un giorno di grande tristezza ma anche di speranza. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori sottolinea che “manca poco ma non ci siamo ancora”, mentre la splendida tromba di Paolo Fresu parla con le note. Gli interventi sono misurati e toccanti. La cerimonia, sobria e contenuta nello spazio di un’ora, trasmette ai telespettatori lo spirito adatto per riflettere e commemorare tutte le vittime, alcune delle quali sono menzionate e ringraziate dal presidente Draghi, in rappresentanza di tutte le altre. Il volto gioioso e rasserenante di Papa Giovanni XXIII, cui è intitolato l’ospedale accanto al parco incoraggia a sperare in un futuro di rigenerazione. –

3 pensieri riguardo “In ricordo delle vittime della pandemia”

  1. É stata sicuramente una tragedia enorme questa pandemia. Il numero di morti elevato, l’impreparazione totale che c’é stata all’inizio e soprattutto i disordini e le infinite maldicenze che scorrono a fiumi ancora in questi giorni.
    Però due cose, ma soprattutto una, non riesco a tollerarle in tutto questo: il “magnamagna” di tutti coloro che tra vaccini, mascherine, indumenti, strumentazioni e quant’altro si é arricchito smisuratamente e impunemente a spese degli altri e SUI DOLORI DEGLI ALTRI; e la trascuratezza di tutte le altre malattie che comunque mietono vittime in quantità: prime tra tutte i tumori, che causa tutta questa baraonda e, a parer mio, la fin troppa attenzione mediatica e la chiusura di vari reparti negli ospedali funzionanti (invece di riaprire vecchie e nuove strutture ferme da anni e dedicarle alle cure dei malati covid) causano ancora troppe vittime dovute anche ai rallentamenti, se non addirittura ai blocchi, degli esami, degli interventi e delle cure a loro dedicati. Ci dimentichiamo forse di loro? E tutti coloro che ogni anno morivano per l’influenza stagionale e le complicanze a essa dovute, che fine hanno fatto?
    Sarà forse un’ammissione di colpa e un tentativo di richiesta di scuse al mondo per aver giocato con le materie di Dio, al piccolo chimico batteriologico perché, e nessuno potrà togliermelo dalla testa, una schifezza come questo virus, cosí perdurante e duro a morire, causante cosí gravi problemi e morti orribili, non credo che Madre Natura, MAI (!!!) avrebbe potuta partorila dal suo grembo! Certo, epidemie gravi la storia ne ha molte sulle spalle, ma tutte di tipi che con le moderne conoscenze si sarebbero risolte in poco tempo. Invece questa, nata dal mondo moderno, e mi auguro vivamente non voluta, é bastarda fino in fondo, causando problemi enormi non solo alla salute fisica ma anche mentale delle persone.
    Una cosa sicuramente é vera: c’é ancora troppa disinformazione e misinformazione da fonti non attendibili o peggio ancora, volutamente alterate e dalla parte opposta, quella della scienza, troppi battibecchi e bisticci tra gli stessi scienziati.
    Di una cosa mi auguro solamente: che tutto questo sia stato preso sul serio anche dalle alte istituzioni, che i conteggi e le informazioni divulgate siano precise e accurate, cosa che mi lascia al quanto in dubbio dalla divulgazione di cifre diverse dagli stessi annunciatori dei telegiornali e i loro inviati che compongono i servizi trasmessi oltre che esperienze dirette di domande poco ragguardevoli a parenti, di amici della mia famiglia, che sono mancati per altri motivi ESTERNI AL COVID, cui é stato chiesto di firmare le carte per affermare che il loro caro era morto causa l’epidemia in modo tale che l’ospedale e loro stessi potessero riceve un lauto compenso in danaro.
    Mi fermo, e mi scuso per la prolissità, dicendo che mi auguro vivamente che i grandi capi che gestiscono multinazionali e grandi affari non si siano arricchiti sul dolore altrui.
    Infine un lungo silenzio a memoria di tutti i morti che questa pandemia ha causato direttamente e indirettamente: ai posteri le ardue sentenze e conclusioni su ciò che é stato…

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    1. Manuel, se potessi darti un voto, per questo tuo sfogo appassionato e, per certi versi preoccupante ti darei il massimo! Si sente che ti è venuto dal cuore. Mi lascia di stucco, perché non sei uno che ricama, l’informazione del tentativo di camuffare la causa di certi decessi tra tuoi conoscenti: da non credere! Che ci sia chi specula sulle disgrazie altrui è a dir poco ignobile, ma spingersi oltre è addirittura insopportabile! Prendiamo le distanze da persone tanto grette da anteporre il vil denaro allo spirito di compassione. Bisognerebbe riproporre gli antichi Greci, altro che informatica a manetta, meglio che mi fermi se no mi scappa qualche considerazione fuori posto (che sarebbe al posto giusto, però). Mi rigenero nell’arte e nella poesia, che non hanno mai fatto male a nessuno. Grazie super ex bravo alunno, mio collega e Maestro! Fatti vedere presto!

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  2. Che dire : concordo con tutto quello che ha scritto Manuel, l’ unica cosa bella è il bosco della memoria .Perché questa epidemia ,con la piantumazione di tanti alberi, sia da monito alle generazioni future ……. Buona serata

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