La storia si ripete

Nel post di ieri, dedicato al Giorno del Ricordo, ho parlato di profughi, protagonisti della toccante canzone “1947” di Sergio Endrigo, cantautore apprezzato e amato per tanti altri brani. Scorrendo il quotidiano, oggi mi imbatto di nuovo nella parola profugo, a proposito di un fatto di cronaca successo a Mareno di Piave (TV) che avrebbe potuto trasformarsi in cronaca nera. Sintetizzo l’accaduto. Un autista proveniente dalla Bosnia scarica dei bancali in un agriturismo. Il gestore si accorge di rumori all’interno del carico e scopre un ragazzo tra i 20 e i 30 anni, intirizzito e senza documenti, di provenienza irakena, partito da tanto lontano in cerca di… un posto al sole, verrebbe da dire, se non suonasse ironico in pieno inverno e per le condizioni del viaggio. Prima ancora di sapere come andrà a finire, auguro a questo profugo coraggioso di rimettersi in forze e di poter realizzare almeno parte dei suoi sogni. Mi complimento con chi lo ha segnalato alle forze dell’ordine, per impedirgli ulteriori sofferenze e ai militari che lo hanno accolto e rifocillato. Penso alle pene sofferte dai nostri emigranti agli inizi del ‘900, alla fame, a quando eravamo noi a dover espatriare con la valigia di cartone… Sergio Stefani, un mio zio materno, scelse l’Argentina che divenne la patria adottiva dove morì: arricchito, ma disamorato nei confronti dell’Italia che non offriva alternative alla fame e alla disoccupazione dell’immediato dopoguerra. Mia nonna Adelaide morì senza poterlo rivedere (nel 1937 aveva perso a causa del tifo due figlie poco più che adolescenti). Sono passati più di settant’anni e la storia si ripete, variando il posto e la carnagione delle persone. Qualcosa non mi torna, a proposito del detto “Storia maestra di vita” (il pensiero è di Cicerone, che faceva l’avvocato e perciò abbondava di parole). Nella migliore delle ipotesi, mi sa che gli alunni, se ci sono (Gramsci non ci credeva) stentano ad apprendere la lezione.

6 pensieri riguardo “La storia si ripete”

  1. Purtroppo la storia si ripete, non è maestra di vita ahimé!!!!Questo ragazzo viaggiava di nascosto e chissà quanti come lui,per cercare un futuro migliore in un ‘ altro paese ,come i tanti emigranti di ieri e di oggi che lasciano il proprio paese .
    Non di nascosto però e senza documenti , non vorrei che questo ragazzo alla fine fosse rimpatriato e allora tutti i suoi sacrifici saranno stati vani.Buona fortuna a lui!!!!!

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    1. Intanto è stato salvato da una fine orrenda… credo che troverà la forza di rimettersi e mi auguro che trovi chi gli potrà offrire non solo sussistenza. Buona fortuna a lui e ai tanti fuggiaschi per necessità e in buona fede.

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  2. Già ieri avevo letto quanto accaduto a Marengo di Piave, mi ha sollevato il fatto che questo ragazzo sia stato subito portato in un posto caldo e rifocillato.
    Ma, vedrete, ora la “metamorfosi di salvini ” metterà tutto a posto…….
    Ada, le rive del torrente Raboso sono tutto un pullulare di bucaneve!

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    1. LA STORIA SI RIPETE.
      Il fenomeno dell’immigrazione è uno dei grandi temi del nostro tempo, ne parlano tutti: giornali di destra come di sinistra, se ne parla a scuola come al bar, ma non è un fenomeno nuovo: masse di uomini si sono sempre spostate nelle epoche più antiche; per lungo tempo moltissime popolazioni furono nomadi, per non parlare di quelle che invadevano con le armi i territori di altre genti.
      Anche dall’Europa migrarono nel corso dei secoli milioni di uomini verso il Sud e Nord America, Africa . Medio ed Estremo Oriente, per arrivare ai primi del 900 con l’emigrazione degli italiani verso gli Stati Uniti, Venezuela, Argentina, Canada, Australia. Si calcola che fra 800 e 900 furono più di undici milioni gli italiani che raggiunsero queste terre. Per non parlare poi del colonialismo europeo al quale partecipò anche l’Italia con la conquista della Libia e dell’Etiopia.
      La storia si ripete: ora siamo noi terra di conquista per fortuna non con le armi, a parte il terrorismo di estremisti islamici, ma come disse un imam: “conquisteremo l’occidente con le pance delle nostre donne.” Infatti non arrivano solo giovani uomini ma molti minori, addirittura madri con neonati e molte donne incinte.
      Il problema esiste ma non può essere risolto con l’intolleranza di Salvini nel respingere tutti, né con il buonismo della Boldrini nell’accogliere tutti indistintamente. Al problema possono dare risposte sociologi, antropologi, storici e non da ultimo i politici. Ora abbiamo la grande opportunità del “Recovery Plan”, una parte dei miliardi stanziati dall’Europa potrebbe essere investita per fronteggiare l’emergenza immigrazione, magari attuando progetti come quello del Canada do ve ogni anno vengono accolti migliaia di migranti regolamentati che una volta giunti nel territorio trovano alloggio, lavoro e scuole finalizzate all’integrazione, ma temo che per noi questa strada sia al momento difficile da percorrere.

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      1. Beh, se il Canada docet… perché non prendere esempio? Mai dire mai, mi aggrappo alla speranza che esista un mondo migliore in attesa di palesarsi… se apriamo gli occhi e ci rimbocchiamo le maniche (badando bene a chi dare il voto…). Grazie, Piero, per il tuo contributo e buon pomeriggio!.

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