Giornata del Ricordo

10 febbraio Giornata del Ricordo, istituita nel 2004 per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo della popolazione di origine italiana dai territori dell’Istria e della Dalmazia, a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Tragedie per tanti anni nascoste, tanto che ne sentii parlare da adulta. Proposi il tema, dolorosissimo, a scuola, nell’ultima parte del mio servizio. Con le classi terze andammo al Sacrario di Basovizza (Trieste), luogo simbolo della tragedia degli infoibati (tra 5000 e 15000 vittime). In preparazione all’uscita di studio (non gita) facevo sentire la canzone intitolata “1947” di Sergio Endrigo, più efficace di tanti discorsi sulla tragedia dell’esodo che ha riguardato migliaia di profughi. La voce morbida del cantautore, che era di Pola, fa intuire il disagio e le emozioni di chi fu costretto a lasciare la propria terra, se non voleva essere infoibato, cioè scaraventato nelle voragini della terra. Il tema dell’albero, simbolo della vita, si concentra nel ritornello dove traspare il desiderio del profugo: “Come vorrei essere un albero che sa/Dove nasce e dove morirà/” Oggi se ne parla, anche a scuola. La musica civile, come il teatro impegnato (il Magazzino 18, di Simone Cristicchi) e altre forme espressive mantengono viva la memoria delle foibe e degli esuli. Perché non succeda mai più!

4 pensieri riguardo “Giornata del Ricordo”

  1. 10 febbraio: “Giorno del Ricordo.”
    Dal 2004 ogni 10 febbraio si celebra il “Giorno del Ricordo”, una solennità civile istituita per ricordare sia gli italiani uccisi dai partigiani comunisti jugoslavi sia gli esuli che a causa delle persecuzioni hanno dovuto abbandonare i territori annessi alla Jugoslavia di Tito.
    I fatti di sangue furono commessi a partire dall’8 settembre 1943 (giorno dell’armistizio) fino al 10 febbraio del 1947 quando fu firmato il trattato di pace di Parigi, ma l’esodo durò fino alla fine del 1954 e interessò circa un milione di italiani.
    Da parte dei partigiani comunisti jugoslavi fu messa in atto una vera e propria “pulizia etnica” per eliminare gli italiani d’Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia. E’ difficile quantificare la vittime, ma furono certamente molte decine di migliaia, non solo militari, ma anche civili, donne, vecchi e bambini, barbaramente trucidati e gettati, a volte ancora vivi, nelle “foibe”, profonde cavità verticali tipiche delle regioni carsiche del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria, per questo non è esagerato parlare di un “secondo olocausto” ed è vergognoso che ancor oggi la nostra sinistra omertosa eviti ogni occasione di onesto confronto e dibattito su questo doloroso tema, ed è ancor più vergognoso che tuttora alcuni testi scolastici di storia liquidino questa immane tragedia come “inevitabile conseguenza degli eventi bellici della seconda guerra mondiale.” Ma i veri Italiani non devono e non vogliono dimenticare.

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  2. Io voglio tralasciare gli eventi tragici di quel periodo per ricordare Sergio Endrigo un cantautore troppo spesso dimenticato che ha scritto canzoni indimenticabili , che grazie a Cristicchi ( artista pure lui ) abbiamo riscoperto in tutta la sua bellezza per i testi e per le musiche.

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