Discorso del Presidente Conte

Dall’aula del Senato, ho seguito stamattina le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla situazione politica italiana, per circa un’ora. All’inizio attentamente, poi mi sono spostata dalla cucina al ripostiglio dove ho acceso la radio per i canarini che, invogliati, hanno iniziato a cantare. Così alternavo il cinguettio dei miei pennuti con l’intenso discorso di Conte, che si sente essere avvocato, tendenzialmente prolisso anche se del tutto in buona fede. Del lungo discorso ho estrapolato alcuni punti: crisi inopportuna, marzo è già domani, Procida nuova capitale della cultura italiana, servono persone capaci di fare politica “la più nobile delle arti”, Recovery Plan (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio), sforzo collettivo per la ripresa economica… per concludere citando il Presidente Mattarella, l’anima degli antichi Greci e la disponibilità a fare la sua parte. Un discorso onesto, a mio dire, anche se mi ha coinvolto di più l’intervento del senatore Ferdinando Casini, che apre la discussione successiva. Esordisce affermando che “Nessuno ha il pregio della infallibilità”. Come dargli torto? Oltretutto il Presidente del Consiglio si sta facendo le ossa sul campo, per di più minato e pressoché digiuno di esperienza. Ribadisco che non faccio politica e non ho una linea riguardo l’appartenenza a un preciso schieramento. Vado un po’ a naso, fidandomi più delle persone che dei programmi, con un sentore di disincanto verso le promesse esagerate. Certo era meglio evitare la crisi in tempo di pandemia, che picchia ancora duro. Mi auguro che avanti sera la situazione si chiarisca a favore di una ricomposizione e che a breve possiamo accantonare (si fa per dire) i nostri guai, per vedere cosa succederà alla Casa Bianca dove mi auguro che il passaggio di consegne avvenga senza colpo ferire.

11 pensieri riguardo “Discorso del Presidente Conte”

  1. Cara Ada, mi piace come hai riassunto il discorso di Conte.Spwriamo riesca ad ottenere i voti necessari per continuare il suo mandato .Anche io aspetto con ansia il giuramento di Biden, sperando non ci siano scontri di nessun tipo.Biden mi ispira fiducia e poi abbiamo una cosa in comune : non beve,non fuma ma gli piace tanto il gelato…….come a me!!!!!

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  2. Non sapevo di questo peccato di gola di Biden… poveretto, con l’aria che tira in America, là è peggio che qua! Ho sentito Melania, più dignitosa e convincente del marito: non credi che noi donne al potere saremmo quantomeno all’altezza dei maschi? Non voglio farne una questione di genere, ma sarebbe ora di uscire allo scoperto e dimostrare che non ci manca nulla per fare della politica, quella buona intendo. Incrociamo le dita e vigiliamo su ciò che succede. Con l’aiuto di qualche santo protettore!

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  3. I discorsi dei nostri politici, da quello di fine anno del Presidente Mattarella a quelli odierni del Premier Conte stranamente sono tutti ,e sempre, condivisibili, anzi spesso suscitano entusiasmo. Il fatto è che , come diceva la buonanima di Andreotti, “La politica o la fai o la subisci.” Ho la vaga impressione che Conte la stia subendo anche perché l’espediente del “temporeggiare”, (ottimo stratagemma politico) è stato sfruttato fin qui anche troppo ed ora è giunto il momento della resa dei conti. Stiamo a vedere come andrà a finire, anche perché in politica non bisogna mai dar niente per scontato e la speranza è l’ultima a morire.
    P.S.: Esprimo opinioni puramente personali, buona serata a tutti i commentatori del blog.

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  4. Il temporeggiatore è un ricordo riesumato dai libri di scuola… tuttora d’attualità! Ci vorrebbe una vera sferzata, forse un cambio di genere, tipo confinare gli uomini tra pappe e pannolini e le donne al governo. Tu che sei documentato su vari fronti, non sono esistite le società matriarcali? Opterei per una addirittura asessuata, se fosse pensabile… Comunque anch’io esprimo delle opinioni “di pancia”, sperando che la crisi si componga. Abbiamo già troppe gatte da pelare. Tra poco ti telefono…

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    1. PARITA’ DI GENERE.
      Ciao Ada,
      Forse mi sbaglio ma non è la prima volta che leggo tra le righe delle tue argomentazioni una vena di misantropia dettata dalla convinzione di assoluta mancanza di parità di genere nella nostra società. Accetto comunque la sfida e mi butto nel ginepraio. Certo, raggiungere la parità di genere in assoluto sarebbe l’ottimale ora che la società industriale, tecnologica e digitale ce lo permette e penso che le donne abbiano già fatto passi da gigante in questo senso, ma fare il passo più lungo della gamba non sempre è consigliabile.
      Mi permetto di fare alcuni esempi supportati da dati inconfutabili considerate le fonti cui ho attinto.
      SETTORE PRODUTTIVO. Come tu sai io ho una più che ventennale esperienza nel settore delle costruzioni edili nel quale purtroppo esiste una grande disparità di genere, ma al contrario di quella cui ti riferisci. Infatti ho conosciuto molte donne geometra, molte donne ingegnere, molte altre architetto, ma non ho conosciuto mai, dico mai una donna muratore, carpentiere, ferraiola o conduttrice di macchine operatrici. Non è che queste donne così emancipate non siano anche un po’ schizzinose quando si tratta di sporcarsi le mani o ancor peggio di rompersi la schiena?
      SETTORE ISTRUZIONE che tu ben conosci. Abbiamo oggi una donna ministro; le insegnanti delle materne sono al 100% donne; alle primarie scendiamo al 90-95%; alle secondarie abbiamo un 65-70% sempre a favore delle donne; alle superiori si raggiunge la quasi parità che si mantiene anche a livello universitario seppure con delle oscillazioni in base alla facoltà; ammetto che , all’apice, i rettori siano quasi esclusivamente maschi. Non dimentichiamo però che molti premi Nobel sono anche al femminile.
      SETTORE SANITA’: i medici di base in leggera prevalenza uomini; infermieri: nelle RSA e strutture assimilabili 60-65% donne, stessa percentuale negli ospedali; settore amministrativo sanitario 90% donne; medici ospedalieri, leggera prevalenza maschile, ma dipende dalle specializzazioni; i primari sono per il78% uomini.
      Da sottolineare che sia nel privato che nel pubblico nei settori istruzione e sanità, a parità di ruolo, corrisponde parità di stipendio.
      In POLITICA molte donne si sono fatte apprezzare e riconoscere per la loro competenza e combattività:
      Nilde Iotti: simbolo della lotta per l’emancipazione e la rappresentanza femminile in politica.
      Tina Anselmi: colonna portante della D.C.
      Lina Merlin: la legge che prende il suo nome portò all’abolizione della prostituzione legale.
      E poi: Emma Bonino, Rosy Bindi, Maria Elena Boschi, Laura Boldrini, Virginia Raggi, Pivetti, Appendino, Meloni ecc.
      Purtroppo, a parte questi ed altri esempi in Italia le donne occupano solo 1/3 delle cariche politiche nazionali, comunque circa il 36% degli scranni del parlamento sono occupati da donne. Il problema è che in politica la parità di genere non si può raggiungere per decreto, ma con un maggior impegno e partecipazione attiva delle donne stesse.
      Per concludere: non so se sia preferibile una “società asessuata” come auspica Ada o una società di ermafroditi, ma finchè esiste il maschio e la femmina e sono solo le donne a partorire non è il caso di creare confusione di ruoli, sempre rispettando pari opportunità, diritti e dignità.

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  5. Annusando l’aria che tira nel nostro occidente mi pare che ci sia da aspettarsi altro in negativo.A noi fa piacere pensare al ricomporre,al ricucire,ma in giro c’è tanto odio e livore.Questo mi dice una mia amica che sta nei social e che riceve rispostacce quando afferma il sano vivere.Noi statali siamo dei magnaufo perché non aiutiamo la crescita del Pil ecc….
    Speriamo nel bene comune.Buona serata.

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  6. Cara Adriana, il tuo commento mi strappa un sorriso triste, perché temo che ci sia molto vero in quello che dici e che riporta la tua amica. Quanto agli statali mangia a ufo, siamo proprio dei poveracci al confronto di chi ruba di nascosto, magari indossando giacca e cravatta! Considerata la nostra età non più green, voglio sperare che il peggio sia dietro le spalle e che non si ripetano errori del passato. Grazie per il contributo, buona serata altrettanto!

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  7. Caro Piero, ammetto che aspetto con una certa fibrillazione il tuo commento, che mi stupisce per la capacità di argomentare, oltre che per la precisione dei riferimenti: bravo è poco, ti meriti bravissimo! Rispondo a caldo, poi rileggerò il tuo pezzo. Intanto grazie per avere ricordato la Iotti, la Anselmi e la Merlin tra le più lontane nel tempo (ma non superate) e pure le più vicine a noi. Non avevo pensato alla mancanza delle… muratore: hai ragione, forse qualcosa non torna, ma può darsi che da qualche parte stiano lavorando in incognito! Bando agli scherzi, le camioniste sono belle toste e girano in lungo e in largo. Società asessuata o ermafrodita? Non è questione di sesso… tra l’altro il primo organo del sesso pare sia il cervello… urgono chiarezza d’intenti e una vista lunga. Con sovra dose di fortuna (detto inter nos, mi piace essere donna, con tutti gli annessi e connessi che implica). Ciao amico, alla prossima!

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