Piaceri quotidiani

Sullo sfondo di un suggestivo tramonto mi arriva un messaggio con questo testo: “Sognavamo viaggi mai fatti, ai confini del mondo ed ora ci basterebbe una passeggiata tra amici… per le strade di sempre”. Confesso che sono piuttosto sedentaria e non ho mai pensato a viaggi lontani, anche per motivi economici. Il più lungo è stato una crociera in Grecia nel 2006, unica evasione vissuta in compagnia di mia madre che sarebbe mancata l’anno dopo. Lei era riuscita ad andare in Argentina, ospite dell’amato fratello Sergio che era terrorizzato dall’aereo. Passeggiate però ne ho fatte: con cani, senza cani, con qualche amica, spesso anche da sola. Come stamattina, per sbrigare una pratica in posta. Poi ho deviato verso il bar Montegrappa, che fortunatamente ha riaperto dopo un periodo di quarantena, sappiamo perché. Sono contenta di scegliermi il posto più in luce per leggere il giornale… che però non c’è. Decido di andarmelo a comperare nella vicina cartolibreria, dove lavora la gentile Laura, figlia maggiore di Luca, titolare altrettanto gentile del bar e annesso ristorante. Data la mattinata inoltrata, niente cappuccino ma aperitivo e tramezzino (il mio colesterolo non se l’abbia a male). Ecco, leggere il quotidiano in santa pace in una mattina di sole, in un ambiente familiare e accogliente è già una conquista, negata i giorni precedenti. Quando esco, sento vociare gli studenti della vicina scuola media in ricreazione: anche questo mi strappa un sorriso. Mentre mi avvio verso casa, distante poco più di un centinaio di metri vengo sorpassata da una 500 gialla, modello originario, compreso il rumore roboante, immagino di un collezionista. Questa incursione inattesa mi procura una ventata di gioia: ripenso alle prime guide di quando feci la patente, e alla prima auto di famiglia guidata, che era l’auto di servizio di mio padre Arcangelo, rappresentante di liquori (astemio): una 500 bianca con l’effige sulle portiere della bottiglia di grappa Maschio. Con quella utilitaria raggiunsi più volte la città universitaria, dove mi beccai anche una multa (di cui parlo nel mio ultimo libro TEMPO CHE TORNA), non particolarmente punitiva. Ecco, diciamo che stamattina la passeggiata è stata un piacere, perché reale ed anche in compagnia dei ricordi.

12 pensieri riguardo “Piaceri quotidiani”

  1. Che bella la frase” sognavamo viaggi mai fatti……..” la faccio mia se mi permetti mi piace tanto .Quando metti sui post i tuoi ricordi ,anche io mi tuffo nei miei e questo mi dà serenità ,specie in questo periodo di restrizioni.Bello ,bello il tuo post di oggi ,come la giornata di sole odierna.

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    1. Cara Lucia, prendi pure ciò che ti piace, per me è un onore e un piacere condividere! Le emozioni sono la nostra ricchezza e anche la nostra salvezza, in questo periodo di limitazioni. Come tu leggi i miei post, io leggo volentieri i tuoi commenti. Sereno pomeriggio!

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      1. Le idee vengono camminando, diceva Nietzsche. Il camminare dissipa il pensiero, professava Sankara. Le due tesi sono ugualmente fondate, quindi ugualmente vere e chiunque può accertarsene nello spazio di un’ora, talvolta di un minuto, mentre cammina. (Emil Cioran)

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      2. Piero, sei uno scrigno di citazioni: complimenti! Sono dalla parte di Nietzsche, relativamente a questo pensiero. Ma tu che ne pensi? So che cammini parecchio e mentre cammini… dove vai con la mente?

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  2. Camminare è salutare sia per il corpo che per la mente; a me la cadenza dei passi da anche il ritmo dei pensieri. se vado piano scorrono lenti, riflessivi, a volte rilassanti, ma più vado forte più essi diventano vorticosi, impellenti, spesso incontrollabili; credo ciò dipenda da una qualche chimica del cervello che si attiva in base al ritmo del respiro, non lo so spiegare, men che meno dimostrare, ma per me funziona così.

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  3. Cari signori vi ringrazio, ancora una volta trovo conferma del giovamento dell’andare, del camminare, del correre……. e mi si parano davanti i molti chilometri percorsi un po’camminando, un po’ correndo, un po’ passeggiando. In particolare mi piace camminare d’inverno, sentire i cristalli di ghiaccio di qualche pozzanghera o le creste di terra indurita spezzarsi sotto i miei passi e accorgermi che nonostante il gelo la natura non sia per niente ostile, ma sempre dispensatrice di bellezza.

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    1. Martina, hai scritto un pezzo di pura poesia! Mi piace soprattutto la chiusura, che esalta la natura apparentemente ostile: complimenti davvero! Per me hai tutte le carte in regola per dare i tuoi scritti alle stampe o almeno partecipare a qualche concorso letterario… non per ricavarne guadagni materiali ma condivisione espressiva. Ne riparleremo, se vorrai. Grazie di seguirmi e di commentare. Buona serata, un abbraccio 💛

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      1. Cara Ada, grazie a te per i tuoi post, come ti dissi qualche tempo fa, ne sono diventata un po’ dipendente.
        Grazie anche per i complimenti, ma sei stata troppo buona, non potrei partecipare a concorsi per la nobile arte dello scrivere, non ne sono all’altezza.
        Il tuo nuovo post lo leggerò verso sera, dopo pranzo devo dedicarmi alla cura dei miei capelli, in pratica mi faccio da parrucchiera!
        A presto.

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  4. Diciamo la verità: le auto elettriche sono belle, moderne e non inquinanti ma, non me ne voglia l’ambiente, il rumore é solo uno dei tanti fascini delle auto d’epoca (e ne so qualcosa). Ci permettono di vivere di quelle avventure che con quelle moderne ci si può solamente sognare: come ad esempio una partenza a spinta lottando con le marce per scegliere la meglio che riesca a dare l’avvio al motore. E per non pensare al gusto di poterci mettere le mani da sé per le riparazioni piú semplici (o per quel che mi riguarda quelle elettriche). Oltre al fatto che condividere un viaggio, anche per quanto piccolo, con gli amici, o i familiari, ha un altro sapore… Lei e Lucia ne sapete qualcosa 😉

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    1. Caro Manuel, tu hai la vetturetta adatta a te: speciale, si sente a distanza e si vede bicolore, elegante nella doppia tonalità bianco azzurra… come un pezzetto di cielo! Inoltre ci metti le mani da bravo proprietario competente di motori annessi e connessi. Onorata di essere stata “scarrozzata” (che non è una brutta parola) e lieta di vederti arrivare col tuo simpatico bolide. Buonanotte 💛

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