La vita è un’avventura

Primo sabato di Novembre, pomeriggio mite. Mi dovrei accontentare… i canarini maschi stanno cantando sotto il portico, paghi del sole e delle foglie di tarassaco che abbondano attorno alle aiuole, il cielo è azzurro, le foglie color ruggine punteggiano il manto erboso del mio giardino, che riesco a godermi ancora nelle ore centrali della giornata. Tuttavia mi sento in gabbia… oggi compie gli anni una mia amica, ma devo festeggiarla “da remoto”, come era successo a me in primavera. Anche Manuel proverà a risolvere un problema al pc da casa, perché la seconda ondata picchia duro ed è meglio evitare il contatto diretto. Diciamo che la casa è diventata contemporaneamente un rifugio e una prigione. Mi solleva non avere familiari da contagiare, considerato che mio figlio mi vive accanto come un estraneo, ma mi impoverisce essere privata dello scambio umano, quello fatto di una stretta di mano, oppure di una rincuorante pacca sulla spalla. Prevedo molte cadute malinconiche, sebbene Pia sostenga che è meglio essere giù di tono che ammalati: e qui devo darle ragione! Se ascolto le notizie, è un bollettino di guerra: oggi se ne è andato Stefano D’Orazio, un altro artista, il batterista gentiluomo dei mitici Pooh, ancora giovane rispetto all’età media dei decessi. Sono ammutolita e desolata, in compagnia di tanti estimatori. Il Dopo si fa sempre più avanti. A suo tempo scrissi una poesia, intitolata appunto DOPO, di cui riporto l’inizio: Che resterà di me/dopo che me ne sarò andata/disseminata la via d’impronte/volatili come soffioni?/ Credo che molti se lo chiedano, anche se l’argomento non è proprio di intrattenimento, volendo giocare con la rima baciata. Eppure bisognerebbe parlarne di più, nelle sedi e nei modi giusti, perché, come ha sentenziato qualcuno, la vita è un’avventura da cui nessuno esce vivo. Ma preferisco chiudere il mio dire con la frase di Madre Teresa di Calcutta: La vita è un’avventura, rischiala!

5 pensieri riguardo “La vita è un’avventura”

  1. Alla nostra età ,la domanda che ne sara’ di noi quando non ci saremmo più è un pensiero che da credente e praticante mi faccio ,quando perdo le persone a me più care.Pero’ c’ è un pensiero che mi consola : un giorno ci rincontreremo ,perché il corpo si ‘ muore, ma l’ anima continua a vivere in un mondo migliore .

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      1. Che resterà di me?
        Dei grandi restano le opere, dei giusti resta l’esempio, degli umili il ricordo finché vive nel ricordo di chi resta.

        Piace a 1 persona

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