Sapere e Comunicare

Pomeriggio insolitamente tiepido oggi, quasi settembrino. Anziché fare il riposino pomeridiano, resto fuori a guardarmi in giro, tra le foglie cadute e le ultime rose, che sono sempre uno spettacolo: non finiscono mai, ottimo esempio di resilienza. Un amico mi ha inviato una poesia intitolata AMICO LIBRO, che di questi tempi è un conforto unico. Anche lui attinge alla risorsa della poesia, per elevarsi sopra le privazioni odierne. Mi permetto di rubargli la strofa centrale, dove si realizza l’identificazione tra l’autore e l’oggetto: “Prendimi, aprimi, leggimi che ti donerò tutto il mio Sapere”. È la parola Sapere con l’iniziale maiuscola che mi intenerisce e mi chiedo: quant’è profondo il Sapere? Mi sovviene un grande dell’antichità, Socrate cui è attribuita la frase “So di non sapere nulla” rispetto allo scibile umano. In questo senso abbiamo la possibilità di attingere all’infinito, per addolcire la nostra anima e rafforzare il nostro equilibrio. Nel recente passato siamo stati disturbati da tanto rumore, tanta fretta, tanto troppo distante da ciò che nutre lo spirito. Anche la lettura pareva un privilegio da intellettuali sfaccendati… e ora, in tempo di divieti e rinunce diventa un soccorso salutare. Per quanto mi riguarda, ringrazio il Cielo di avermi consegnato da gestire la comunicazione verbale, anche se a volte straparlo. Devo aver ereditato da mia nonna Adelaide, che si commuoveva leggendo i romanzi. Le affianco la lettura, che diventa spesso rilettura. Il miracolo della comunicazione avviene quando posso condividere con gli altri.

4 pensieri riguardo “Sapere e Comunicare”

  1. Cara Ada,è un piacere leggere i tuoi blog. Continua così che ci riempi il cuore ,con il bello che ci circonda e che tu sai cogliere con la tua sensibilità. Buona giornata!!!

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    1. Cara Lucia, sei una lettrice sensibile e appagante. Quando leggo i tuoi commenti la mia autostima cresce e ringrazio il Cielo di averti tra i miei selezionati contatti. Una fortuna essere vicine di casa… e poterci vedere spesso, anche con la mascherina!

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      1. Quant’è profondo il Sapere?
        Ada, mi chiedi quanto sia profondo il Sapere. Se mi chiedi quanto è profondo un pozzo lo so con certezza; se mi chiedi la profondità del mare posso dirlo con approssimazione; se mi chiedi quanto sia profondo l’universo ti rispondo che non lo so. Io considero tre tipi di sapere: quello comune o scientifico che ha per oggetto per esempio la geografia, la storia, la medicina, l’astronomia e pure la matematica e la fisica con le loro leggi spesso difficilmente comprensibili ma sempre dimostrabili. C’è poi la filosofia, per definizione amore del sapere ; è una conoscenza che mira ad interpretare e definire i modi del pensare, del conoscere e dell’ agire umano. Essa pone domande e cerca risposte su chi è l’uomo, cos’è la vita, da dove veniamo e dove siamo diretti e soprattutto perché. Infine c’è il sapere teologico che ha per oggetto la divinità e studia la natura, l’essenza e la manifestazione della divinità stessa, nonché il rapporto tra Dio (come ciascuno lo concepisce) e la dimensione spirituale dell’uomo. Da questo hanno avuto origine le religioni, da quelle animiste dei popoli primitivi via via fino al cristianesimo.
        Cos’hanno dunque in comune questi tre tipi di conoscenza? Credo sia la ricerca della verità che però non è mai assoluta; è un tendere continuo a trovare risposte a domande complesse; credo sia in questo processo che si debba intendere la profondità del Sapere.

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