Malamovida

Leggo notizie che mi fanno l’effetto di un pugno allo stomaco, specie di lunedì mattina quando cerco la ricarica per la settimana. Arrampicata su uno sgabello alto, perché il bar alle dieci è strapieno e i tavoli sono tutti occupati sfoglio il Gazzettino, gentilmente passatomi da un cliente che sta per andarsene. Non lo conosco, ma deve avermi letto in faccia che lo sto aspettando. Mi conforta la solidarietà culturale tra persone, mentre è davvero deprimente leggere: Rimprovera un gruppo di ragazzi picchiato e ucciso davanti al figlio. Successo sabato notte a Massa Carrara. La vittima, Giacomo Bongiorni, carpentiere 47enne, in Piazza Palma nel centro di Massa riprende un gruppo di ragazzi che lanciano bottiglie verso una vetrina. Dal rimprovero scaturisce una colluttazione: colpito, cade a terra, batte la testa e muore davanti al figlio 11enne. Tre giovani fermati per omicidio, c’è anche un minorenne. “Abbiamo paura a uscire di casa” dicono gli abitanti di Massa. L’azione delle baby gang sta purtroppo diventando una costante. Provo un’infinita pena per la vittima, morta per aver esercitato il richiamo a smettere un’azione dannosa. In definitiva ha fatto il suo dovere di cittadino, senza voltarsi dall’altra parte. Temo che il figlio resterà segnato per tutta la vita dalla fine del padre, per mano di giovani delinquenti. Non so come presenterei la cosa, se fossi ancora in classe. I diritti del cittadino viaggiano in coppia con i doveri. Il male esiste da sempre, ma la convivenza è molto degenerata negli ultimi tempi. Per prevenire la malavita, delinquenza giovanile compresa è necessario siano coinvolte tutte le forze in campo, sia private che pubbliche. Rimane lo sconcerto di fronte al male gratuito, usato come mezzo di distrazione, fors’anche di distinzione.

6 pensieri riguardo “Malamovida”

  1. Questa scena mi ha colpito prontamente. Una violenta aggressione ha trasformato in pochi minuti una notte di svago, in una tragedia.Indagati un minorenne e due maggiorenni.

    Ma come si può arrivare a questi livelli? Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso.

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  2. È vero che il male e la violenza esistono da sempre, ma la loro manifestazione cambia a seconda dei contesti, il nostro è un contesto tecnologico e credo che sia molto invadente nella testolina dei giovani… Oggi la violenza tra i giovani può sembrare più visibile e “degenerata” credo per motivi mediatici e per loro essere ripresi mentre fanno del male è straordinario senza capire la responsabilità dell’azione in quanto credono di partecipare ad un gioco di lotta nello smartphone… La società moderna ha perso alcuni punti di riferimento che avevamo noi; nonni e genitori offrivano una struttura e un senso di appartenenza e di rispetto assoluto; purtroppo la famiglia non esiste più se non per dare ai figli tutto meno che dire loro di no, questo può generare smarrimento e rabbia, soprattutto nei giovani… Purtroppo l’ho visto anche stamattina in palestra con l’esaltazione del successo individuale, la competizione è al massimo anche nelle ragazze, non c’è più pazienza collaborazione e meno ancora l’empatia… La crisi economica, la disoccupazione giovanile e la mancanza di prospettive future possono alimentare frustrazione e aggressività, e questo è un fattore emergente… Purtroppo La domanda che poni è profonda e complessa, e tocca temi che riguardano la società, la psicologia, la cultura e persino la filosofia. Provo a rispondere in modo sintetico, ma articolato… La violenza non è un destino inevitabile ; é il risultato di scelte individuali e collettive… ivano

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    1. Le scelte infividuali dovrebbero essere molto ponderate, e non affrettate. Quelle collettive dovrebbero essere sostenute badando al bene comune, mentre purtroppo prevale l’interesse privato. Dato che la domanda è complessa, la risposta sarà di conseguenza sfaccettata. Speriamo che la violenza passi di moda…🙄

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