Cedi la strada agli alberi (Poesie d’amore e si terra)

Di buon mattino, quando vado a foraggiare i canarini in ripostiglio, vedo agitarsi i rami di una pianta lungo il marciapiede ai bordi della strada in Via dei tigli, in corrispondenza della mia abitazione. Massimiliano e Antonello, dipendenti del comune che conosco personalmente sono venuti a ‘soccorrere’ la pianta inclinata e pericolante, nel tentativo di raddrizzarla. Quando dalla finestra la vedo in posizione eretta, mi illudo che l’intervento la salvi. Ma dopo pochi minuti, la chioma rossastra si dissolve, accompagnata da inequivocabili rumori del mezzo impiegato per sradicarla. Sono ancora in pigiama, ma con una scusa apro il cancello di servizio, esco per verificare e in qualche modo salutarla. È già la quarta della zona urbanizzata che se ne va. Certo, anche le piante muoiono – e soffrono, talora per comportamenti vandalici – ma confesso che mi dispiace. Un paio di giorni fa, per ilu mio compleanno Mariuccia mi ha regalato una raccolta di poesie intitolata “Cedi la strada agli alberi” di Franco Arminio (Bisaccia, 19 febbraio 1960), poeta, scrittore e regista italiano. La mia amica è un’attenta lettrice e io scrivo poesie. Non è un caso se i due eventi si intrecciano. Noto che il titolo è l’ultimo verso della prima poesia della raccolta; lo considero una sintesi del contenuto e dell’evento descritto sopra. Riporto la poesia a beneficio del lettore. Pensa che si muore/e che prima di morire tutti hanno diritto/a un attimo di bene./Ascolta con clemenza./Guarda con amminirazione le volpi,/le poiane, il vento, il grano./Impara a chinarti su un mendicante,/coltiva il tuo rigore e lotta/fino a rimanere senza fiato./Non limitarti a galleggiare,/scendi verso il fondo/anche a rischio di annegare./Sorridi di questa umanità/che si aggroviglia su se stessa./Cedi la strada agli alberi.//

4 pensieri riguardo “Cedi la strada agli alberi (Poesie d’amore e si terra)”

  1. Non solo la strada agli alberi ma la compagnia, il sorriso, l’entusiasmo, i veri compagni di vita, gli Alberi, che ho conosciuti da bambino a cavallo della mia Olga; la cavalla compagna di giochi che percorrevano seguiti dal mio amico cane Chino in mezzo ad un boschetto per ore e ore… Li sentivo vicini, li vedevo parte di noi che ci affiancavano e ci trasmettevano la loro presenza e ricordo bene la tristezza di quando perdevano le foglie… Quella era la nostra casa, era la nostra energia verso la vita senza pensieri, senza preoccupazioni, solo con la voglia e il desiderio di vivere il momento speciale finché la mia amica Olga non si stancava abbassava. la testa si inchinava e mi faceva scendere a rotoloni bellissimo… ivano

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    1. Bellissima descrizione di un’amicizia profonda, meriterebbe un libro (pensaci). Mi sono affezionata anch’io a Olga! La tua infanzia è stata benedetta, nonostante – oppure grazie – i trattamenti religiosi di cui sappiamo! Puoi attingere al passato, trattenendo le cose belle. Grazie della testimonianza, buon pomeriggio 🌻

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