Protesta a bocca chiusa

Nel match d’esordio in Coppa d’Asia, cinque calciatrici dell’Iran restano in silenzio durante l’Inno Nazionale, adottando il silenzio come protesta contro il regime iraniano. È la conferma che il silenzio può fare più delle parole, concetto trattato in un recente post. Accusate di tradimento per non aver cantato l’inno, “Il colmo del disonore” sono riuscite a scappare, inviando disperate richieste d’aiuto. l’Australia concede l’asilo politico. Sembra una vicenda d’altri tempi, invece è successa un paio di giorni fa. Del resto l’attacco israelo – statunitense all’Iran è del 28 febbraio scorso, quando le giocatrici erano già in tournée calcistica. Immagino la preoccupazione e il coraggio delle cinque ragazze protagoniste della protesta silenziosa, nondimeno il terrore di una ripercussione sui loro cari in patria. A vederle sembrano delle ragazzine, ancora più giovani dell’età anagrafica, costrette a scappare per non soccombere al regime teocratico adesso colpito, ma non ancora sgretolato. Non mi intendo di calcio, diventato il campo di battaglia delle giovani iraniane. Mi torna in mente la poesia Goal di Umberto Saba (Trieste,1883 – Gorizia, 1957) dove il gioco di squadra serviva ad armonizzare le opposte fazioni, con l’augurio che anche le calciatrici iraniane possano godere “Pochi momenti come questo belli,/a quanti l’odio consuma e l’amore,//è dato, sotto il cielo, di vedere./” come dicono gli ultimi versi dell strofa centrale. Attraverso la partita di calcio e analizzando la reazione dei protagonisti – il portiere sconfitto, i compagni esultanti, la folla in delirio e l’altro portiere – il poeta considera temi universali come la sconfitta, la consolazione, la gioia condivisa e l’appartenenza. Il calcio diventa così una metafora della vita.

7 pensieri riguardo “Protesta a bocca chiusa”

  1. Io sono con loro!!! Anzi tutta la squadra doveva chiedere asilo politico in Australia,ma si sa che pensano anche ai propri familiari rimasti in Iran!!! Forza donne siamo con voi!!!

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  2. Immaginando molto lontanamente, quello che succede in Iran, per quanto riguarda le donne in particolare e comunque credo tutti i suoi cittadini, succede che o sei con loro o sei contro di loro !!! Ieri sera su Rete 4. dopo le 20:30 c’era un esperto che ha vissuto in Iran e diceva che intorno all’ 80% delle persone sono contrarie al regime, che io non chiamerei regime ma una dittatura gestita dalla religione… Il sistema si basa su un patto tra clero e apparato militare, con i Pasdaran, soldati , che garantiscono la sicurezza del regime e la Guida che offre loro legittimità e risorse… Straordinarie quelle ragazze che non hanno voluto cantare l’inno del loro paese, consapevoli dei rischi che correvano loro e i loro familiari, per fortuna che in questo momento c’è la guerra e sicuramente non hanno il tempo di andarli a punire… Poveri uomini che nel nome di un Dio che non c’è e che non abbiamo mai visto e che non interviene quando ne abbiamo bisogno, si mettono al suo posto per sopprimere la libertà a tutti gli altri… ivano

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    1. Ragazze straordinarie senz’altro! Mi auguro che l’80 % delle persone contrarie al regime abbia presto soddisfazione, senza l’oppressione della religione che deve rimanere una cosa privata, a mio dire… né sbandierata e né negata. Ciao 🌻

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  3. Immaginando molto lontanamente, quello che succede in Iran, per quanto riguarda le donne in particolare e comunque credo tutti i suoi cittadini, succede che o sei con loro o sei contro di loro !!! Ieri sera su Rete 4. dopo le 20:30 c’era un esperto che ha vissuto in Iran e diceva che intorno all’ 80% delle persone sono contrarie al regime, che io non chiamerei regime ma una dittatura gestita dalla religione… Il sistema si basa su un patto tra clero e apparato militare, con i Pasdaran, soldati , che garantiscono la sicurezza del regime e la Guida che offre loro legittimità e risorse… Straordinarie quelle ragazze che non hanno voluto cantare l’inno del loro paese, consapevoli dei rischi che correvano loro e i loro familiari, per fortuna che in questo momento c’è la guerra e sicuramente non hanno il tempo di andarli a punire… Poveri uomini che nel nome di un Dio che non c’è e che non abbiamo mai visto e che non interviene quando ne abbiamo bisogno, si mettono al suo posto per sopprimere la libertà a tutti gli altri… ivano

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