Scrivere che passione

Stamattina mi sveglio prestissimo, molto prima dell’alba. Provo a riaddormentarmi ma non funziona. Se mi alzo non disturbo nessuno, anzi i gatti fanno colazione prima e poi si fanno un giretto al buio dove si muovono con disinvoltura, viceversa da me. Mi allungo sulla poltrona relax e do un’occhiatina al tablet, prima di chiudere occhio. Con sorpresa vedo che un contatto ha commentato il post di ieri verso mezzanotte, in maniera spiritosa e brillante, dato che a mio dire è una buona penna. Tuttavia la caratteristica che lo contraddistingue è che trattasi di un eccellente camminatore e viaggiatore, cosa che cordialmente gli invidio. Sebbene sia un buon lettore, non si considera un letterato che intravede in me. Onorata del complimento, ci rifletto un attimo: non so dove collocarmi, ma di certo le parole sono pane per i miei denti. Quando scrivo sto bene; se posso condividere emozioni e pensieri è il top! E qui si inserisce un suggerimento del mio lettore che richiama il post di ieri sui gruppi di lettura o Reading Party, come li chiamano a New York. “Potresti proporne uno tu, di gruppo letterario, cara Ada non appena ti sarai ristabilita, e cioè prestissimo” sono le testuali parole che funzionano come una ricarica. Passerò l’idea alle amiche/colleghe del blog verbanostra e speriamo ne esca qualcosa di buono. Una persona che scrive, di solito legge anche volentieri. Giusto ieri ho scoperto che Francesca – una delle sei dita rosate – ha letto il corposo romanzo La Portalettere che sto ultimando. Dovremmo accordarci su una rosa di proposte, darci un tempo largo per la lettura e rispondere a un questionario per la valutazione dell’opera, sul tipo di quelli che usavo a scuola con i miei studenti. La ‘levataccia’ mi ha riservato una sorpresa pro lettura. Non intendo ‘dormirci sopra’.

6 pensieri riguardo “Scrivere che passione”

  1. Penso che bisognerebbe rivolgersi alle persone che ci leggono ma che non scrivono mai, invitandole bonariamente a manifestare il loro pensiero, il loro punto di vista, così da alimentare la conversazione e approfondire gli argomenti. Ma soprattutto e’ importante convincerle che donare è più gratificante che ricevere.

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    A,

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