Robot cameriere

Più volte mi sono detta “Basta bar”. Sarebbe salutare che saltassi la seconda colazione, almeno il cornetto: mi disturba il vociare sopra le righe di qualche cliente, la consumazione a volte non mi soddisfa. Poi ci ricasco, magari cambio locale, alla ricerca di quello ideale che dovrebbe assomigliare a un caffè letterario, sulla falsariga di quelli conosciuti a Trieste. Un sogno inimmaginabile in un piccolo paese. Prima della pandemia, a Bassano del Grappa, in via Gamba c’era qualcosa di simile, ma mi risulta al momento chiuso. Il sogno rimane nel cassetto e rimedio come posso. Perciò mi concedo una capatina al bar Roer a Possagno, dove ho abitato prima di andare dalla parrucchiera Lara che si occupa della mia chioma da oltre trent’anni. L’ora è buona per una scorsa veloce del quotidiano disponibile, la tribuna oppure Il Gazzettino, perché ho i minuti contati. Lascio perdere la politica e mi concentro sulla pagina interna Locali senza personale. Il titolo dell’articolo è accattivante: “Il cameriere robot non può sostituirci”, parola di Giorgio Fantini che da 15 anni organizza la corsa storica dei camerieri. Luca Marton, titolare del bar pasticceria ‘Signore e Signori’ in piazza dei Signori a Treviso ha in prova un cameriere robot. Non so come la pensino i suoi clienti, suppongo divisi tra favorevoli e contrari. Credo sarei stupita, ma non emozionata se la cosa mi riguardasse. Di certo non sarei portata a fare quattro chiacchiere con il marchingegno e neppure a chiedergli consigli culinari, cosa che mi succede con Gabriella che ogni mattina decora in maniera creativa il cappuccino. A onor del vero, adesso che ci penso il penultimo novembre sono stata operata all’anca dal robot a Bassano del Grappa, però guidato dal chirurgo dottor Giovanni Grano: mi è andata bene, anche se altri pazienti erano restii ad affidarsi a una macchina. Un uso ragionevole della tecnologia che preveda la supervisione umana potrebbe aiutarci a risolvere molti problemi. Fermo restando che l’uomo è insostituibile.

6 pensieri riguardo “Robot cameriere”

  1. Ci stiamo affacciando in un.mondo in cui l’intelligenza artificiale fa capolino x le grandi masse ma è una realtà e non potremo non confrontarci con quegli oggetti. Per noi sono un prodotto umano x aiutarci (la tua anca è stata operata da un robot) ma la cosa sconvolgente è che adesso ci sono robot in grado di imparare. Sono figli della tecnologia e ragionano scientificamente. Imparano dagli errori che fanno e aggiungono conoscenze senza più sbagliare. Noi siamo molto più limitati. Ci giochiamo il futuro con l’intelligenza artificiale.

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    1. Ok, speriamo che i robot siano anche bravi maestri (ma privi di emozioni, li vedo …apatici). Chi vivrà vedrà, io ho dato e tu stai dando…anche troppo! Magari un robot in classe ti darebbe una mano… Grazie, ciao e buon pomeriggio!

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  2. Quello che mi sorprende sono le capacità mentali umane nel riuscire attraverso una continua ricerca, esperienza, capacità, immaginazione a dare a una macchina assolutamente dipendente dalle informazioni che gestisce sempre tramite la nostra mente rendersi autosufficiente per servire il cappuccino mattutino … peccato che non usi la stessa evoluzione per la pace nel mondo… per la colazione accompagna il cappuccio al canolo siciliano

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    1. Beh, sarebbe strepitoso che l’intelligenza artificiale riuscisse là dove noi non siamo capaci…o meglio dove non vogliamo arrivare a risolvere. Non so cosa pensare, vedo il bicchiere mezzo vuoto e anche mezzo pieno. Che Dio ce la mandi buona! Saluti alla Sicilia! ☀️

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