Gentilezza, a prescindere

Siccome è domenica, evito di occuparmi di argomenti pesanti e mi concedo qualche riflessione sulla gentilezza, parola astratta di cui si sente molto la mancanza nel quotidiano. Infatti oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata per una felice intuizione dei Giapponesi nel 1988. Il Paese del Sol Levante ritorna, per fare dei confronti e conseguenti riflessioni. In altri post, ho espresso la simpatia verso la nazione nipponica, con cui condividiamo all’incirca superficie, popolazione…e longevità, che è un bel primato. Però il garbo e l’autocontrollo orientali non ci appartengono – salvo eccezioni – e per queste caratteristiche apprezzo il popolo giapponese. Perciò non mi stupisco che valorizzare la gentilezza sia venuto da loro, da cui possiamo apprendere; loro da noi imparano altro e lo scambio è sempre proficuo. Per non andare fuori del seminato, recupero il sostantivo gentilezza: mi interrogo e provo a darmi delle risposte. Prima cerco un sinonimo, che trovo in: amabilità, finezza, grazia. Più esaustiva la spiegazione “capacità di fare star bene gli altri” e allora conosco diverse persone dotate in questo senso: generalizzando, chiunque si occupi di un anziano, un familiare, un conoscente, un amico…senza farglielo pesare e a gratis. Di conseguenza, tutti i volontari dovrebbero essere gentili, ma non so se siamo nello stesso ambito. Personalmente, dubito di appartenere a questa categoria di persone preziose. Mi lusinga chi mi dice che posso fare del bene con le parole, mio pane quotidiano. Prima del covid avevo iniziato a frequentare le case di riposo, con l’intento di ricreare l’ambiente con varie letture, ma sappiamo cos’è successo dopo. E tutt’ora è difficile entrarci. Non sempre si può fare ciò che si vorrebbe. Comunque si può essere gentili, a prescindere: è quello che mi propongo.

8 pensieri riguardo “Gentilezza, a prescindere”

  1. La gentilezza non dovrebbe mai mancare nei nostri gesti quotidiani ,ma purtroppo non sempre è così per molte persone.Basta guardarsi intorno nel nostro quotidiano, quante persone maleducate ci sono.Buona serata Ada.😘😘😘

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  2. Grazie Ada, anche io ho sempre avuto simpatia e stima per i giapponesi e la loro cultura delicata ma anche forte e coraggiosa. Sono molto rispettosi e amanti della natura e del bello…che siano gentili è una conseguenza di come sono. Grazie della gentilezza con cui ti esprimi, nel web è così facile esprimersi con scortesia, critica feroce, odio. Anche la gentilezza delle parole educa. Ciao!

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    1. Ricetta semplice e immediata: salutare, ringraziare, sorridere…in quest’ultima pratica tu sei una campionessa, perché mi elettrizzi anche solo a sentirti! Grazie per la testimonianza e la chiarezza. Un abbraccio 💟

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  3. Si è vero quello che dici, mi viene in mente il momento che ho vissuto ieri sera durante il telegiornale in compagnia di amici ! Da quello che ho capito dalla riflessione nel pensiero dei miei amici, sulla discussione exstra comunitari , migranti, sembrava che non stessimo parlare di persone in situazioni veramente drammatiche che rischiano la vita e fanno rischiare la vita ai propri bambini, addirittura molti giovani erano minorenni e soli:
    ma mi sembrava che trattassero quella trasmissione del Grande Fratello, è veramente incomprensibile !!!
    Parli di gentilezza, cosa che era nella cultura dei miei genitori e che ci trasmettevano quando ero piccolo : Guai se non rispettavo mia nonna o rispondevo male ai miei genitori, avrei subito nell’immediato un “scapellone”
    Adesso vedo i ragazzini che nemmeno ci pensano due volte ad usare l’arroganza per ottenere quello che vogliono e ho visto sia mamma che padre dare per normale il loro comportamento.
    Non lo so, non succede con i miei figli o Nipoti, non lo accetterei; perchè succede non lo so: non capisco quale obbiettivo andiamo a programmare

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    1. Mancano i riferimenti giusti…e un po’ di polso! Certo i tempi sono difficili, ma da sempre si verificano situazioni problematiche: bisogna fare autocritica e non scaricare le colpe sulla ‘società’ di cui facciamo parte. A buon intenditore, poche parole. Evviva i nonni! Ciao, buon pranzo

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