Merito e demerito

In Italia il merito è una colpa, parole del virologo Roberto Burioni che ha preso le difese della 23enne Carlotta Rossignoli, neo laureata in Medicina, con un anno di anticipo. Sulla parola ‘merito’ avevo già intenzione di dire la mia, dopo che il Ministero della Pubblica Istruzioni, col nuovo recente governo ha acquisito l’aggiunta “e del Merito”, per cui ora si chiama Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito. Dalla parrucchiera, mentre ero sotto il casco ho letto il testo di Fabio Fazio che è in disaccordo con la nuova dizione, perché a suo dire non è inclusiva ma selettiva. Lui avrebbe preferito “dell’Inclusione” o “della Formazione”, se ricordo bene. Sono rimasta disorientata, perché a me è subito piaciuta l’aggiunta e non immaginavo che la parola “merito” scatenasse un putiferio. Cerco un sinonimo e lo trovo nei sostantivi: pregio, qualità, valore, virtù e non mi sembrano parole vuote, per quanto siano nomi astratti (come lo sono inclusione e formazione). Il problema, se mai è come favorirli negli alunni, sottoposti a tanti stimoli e distrazioni. Sono d’accordo che la scuola di base deve essere inclusiva, ma incanalare e valorizzare i talenti mi sembra utile, sia per il soggetto che per la comunità dove andrà ad operare. Una scuola piatta dove tutti sono uguali sarebbe pure noiosa. Lo dico da ex insegnante che lavorava in classi molto eterogeneo, dove diversità equivale a bellezza.

4 pensieri riguardo “Merito e demerito”

  1. Vero Ada, anch’ io sono per il merito .Perché nella mia modesta esperienza scolastica mi ero accorta che non tutti gli insegnanti sono meritevoli di avere una cattedra.E qui posso scatenare l’ opinione di qualcuno.Ma non solo nel mondo della scuola ma in tutti i campi lavorativi.C’ è chi merita e chi no!!!Buona serata!!!😊😊😊

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  2. Cavolo quanto mi ha turbato all’inizio del mio percorso questa situazione !
    Mi sono trovato ad affrontare una realtà completamente sconosciuta quando mi hanno mandato via da casa a 17 anni.
    Avevo sempre vissuto con l’obbligo e la consapevolezza di essere obbligato a tenere fede e portare a termine quello che mi competeva. Dove abitavo il compito era di gestire la casa, gli animali e la terra contadina più aiutare la mamma nei lavori quotidiani, e quello era il massimo. Non c’èra il gioco al pallone o il ritrovo con gli amici se non la scuola, la messa e qualche cartone con la nuova TV con due canali.
    A quel tempo però ero molto considerato dai grandi in quanto già dagli undici anni mi alzavo alle 05 del mattino e mi piaceva di conseguenza mi sentivo dire che bravo.
    Quando ho dovuto iniziare un nuovo lavoro mi sentivo incapace, addirittura chi dirigeva il lavoro mi dava come da scartare. Con il tempo ho imparato e mi sentivo sicuro e migliore degli altri, ma la visione iniziale e la cultura di quel tempo non mi davano quello che meritavo, tanto che sono andato dal proprietario dell’azienda per potermi gestire un gruppo per conto mio. La sorpresa fu che nonostante non fossi ancora maggiorenne mi ha dato fiducia dandomi a rivestire una casa non facile gestito da una persona in pensione e un gruppo di ragazzi più o meno della mia età. Risultato ottimo, da allora ho sempre gestito il tutto per conto mio e sono riuscito ad avere il merito che mi spettava.
    Credo che si tratti di arroganza per non voler essere simili ma superiori per non dire con irriverente mancanza di ritegno. Mi ricordo bene che a 18 anni il proprietario che lo chiamavamo il professore della ditta Sette Fratelli mi diede uno dei suoi furgoni con tutta l’attrezzatura e ci mandava da soli a fare i lavori in giro per il nord Italia cosa che ha stupito gli altri gruppi.
    Credo che chiunque si senta capace o di meritare di più deve per forza darsi da fare per meritare quello che gli spetta e di solito questo costa molto in quanto bisogna andare incontro all’ignoranza, se non si fa così, almeno quì in Italia si va incontro a un completo abbandono legato a te stesso

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  3. Quindi niente viene per niente, bisogna sudare e saper raccogliere. Ti sei impegnato…e hai sfondato! Non sempre il percorso è così ‘lineare’, pur con le curve e le buche. Un pizzico di fortuna non manca, avanti tutta! (adesso goditi la pensione, se nulla osta!) 👋

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