Dramma in classe

Purtroppo succede a molti di morire in servizio. Ma ci sono delle circostanze che rendono l’evento luttuoso ancora più drammatico. È quanto successo alla 44enne Giovanna Fabrica, siciliana di origine, mentre faceva lezione nella seconda B della scuola primaria Carlo Ederle di Villa Bartolomea, nel Veronese. Soccorsa prontamente da un collega che le ha fatto il massaggio cardiaco e dai bidelli che hanno portato il defibrillatore, l’insegnante non si è ripresa. Ambulanza del 118 ed Elisoccorso di Verona Emergenza non hanno potuto strapparla alla morte. È il primo pomeriggio di lunedì. La maestra, appena terminata una delle lezioni del rientro pomeridiano – insegna scienze e geografia – è colta da un malore improvviso e si accascia a terra, davanti ai suoi alunni terrorizzati. Penso a loro, al collega che si è fatto in quattro per salvarla, al marito improvvisamente vedovo… ovviamente anche alla sfortunata insegnante. Inevitabile per me non pensare alla mia cara collega Gianna De Paoli, morta per infarto otto anni fa, alla soglia della pensione. Era il 2 maggio 2014. L’indomani avremmo dovuto condividere l’uscita in Grappa con le rispettive classi terze che lei aveva progettato nei minimi dettagli… ma non si presentò. Era stramazzata sul divano di casa in tarda serata, sola, dopo aver telefonato al figlio che non si sentiva bene. Le telefonate intercorse di prima mattina con Lucia e la vicepreside per decidere il da farsi, ancora mi turbano. Per me Gianna è morta in servizio, anche se a domicilio e non in classe tra i suoi alunni cui dava l’anima, espressione del tutto giustificata per come lei operava: senza risparmiarsi. Il congedo repentino è sempre traumatico. Ma per gli effetti collaterali che procura, quello a contatto con i minori mi sembra il più shockante.

4 pensieri riguardo “Dramma in classe”

  1. Oddio Ada, morire in classe davanti agli alunni dev’ essere stato tragico per questi bambini.Speriamo non siano stati traumatizzati da questo evento che ricorda la nostra amata Gianna come dici tu ,è come fosse morta in servizio perché lei ha dato tutta se stessa alla scuola correggendo compiti fino a notte fonda e trascurando così se stessa e i segnali che il cuore affaticato gli mandava.Sempre viva nei nostri cuori la nostra amata Gianna .Riposa in pace !!! 💖💖🙏🙏🙏

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    1. Dici bene, Lucia: Gianna è viva nei nostri cuori! Mi auguro che gli alunni della sfortunata maestra morta in classe possano superare il trauma, perché saranno di certo supportati psicologicamente. La caducità è una costante, soprattutto di questi tempi. Meglio vivere in modo consapevole e creativo l’attimo! Grazie del puntuale commento, buon seguito di giornata! 🌻

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  2. Solo ieri sera in una lunga telefonata con la mia amica da Castelfranco V., conosciuta all’ospedale quando come dottoressa assisteva mia madre, parlavamo del grande dolore che continua a perseguirla senza trovare una via per superarlo.
    Questa amica ha perso Madre, Padre, Sorella e Fratello tutti colpiti dalle cellule che diventano tumori !!!
    Siamo esseri viventi senza una sicurezza che ci può garantire la vita continua, siamo degli animali esposti al pericolo con un sistema immunitario debole, sintomi e difese assolutamente incapaci di far fronte agli attacchi dei virus e tutte le malattie infettive.
    Da quello che ho letto ogni cultura ha un modo per la gravità dei lutti, normalmente viene vista a seconda della relazione che c’è con il morto, anche ieri sera al telegiornale di antenna tre un ragazzo di 19 anni, quì della zona ha perso la vita in uno strano incidente, tra Vedelago e Fossalunga, certo mi ha colpito, pensando a mio nipote che ha più o meno la stessa età, ma poi l’ho dimenticato. Se fosse stato un mio conoscente sarebbe intervenuto un dolore più grande. La verità è che rientriamo tutti in leggi non scritte che mettiamo in atto a seconda dei legami che abbiamo con la morte che esiste ma che diamo per scontata solo quando accade agli altri lontani da noi dai nostri affetti.
    Certamente tutto questo ci condiziona, il fatto è che non riusciamo a vivere quello che realmente siamo, pensiamo d’essere imbattibili, pieni di potere anche sulla vita stessa.
    Non lo so cosa ci spinge a non essere veramente noi stessi, il mondo sarebbe molto bello.
    Ho letto prima sul giornale che a Padova è stato arrestato un’ uomo che obbligava la sua donna a prostituirsi senza il suo consenso, un uomo di 48 anni !!!
    Non credo che siamo degni di questo mondo !!!

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    1. La tua disamina è piuttosto amara, spero eccessivamente critica al ribasso…ma potresti avere ragione! Da parte mia credo che siamo attratti dal male più che dal bene e forse per questo prestiamo attenzione maggiore al negativo. Perché il buono c’è, ma fa meno storia. Quanto allo spirito di onnipotenza che governa molti…beh, anche i governi cambiano, tanto per accennare al cambio della guardia in Parlamento…speriamo porti aria nuova! Vivere è un privilegio a qualunque età, senza aspettare il fine vita per rendersene conto. Saluti e Salute! Grazie sempre del contributo, alla prossima! 💪

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