Vittime di guerra

La mattina mi sveglio presto, prima delle sette: credo di avere incamerato gli orari di quando andavo a scuola e dovevo essere in servizio prima delle otto. Anche se sono in pensione dal settembre 2015, non sono riuscita a modificare questo standard, che tutto sommato mi sta bene, ma che mi costringe a riposarmi al pomeriggio, anche un paio d’ore. Durante la siesta, seguo volentieri il programma Forum, sempre ricco di storie umane, seguito da un telefilm di stampo poliziesco: questo fino allo scoppio della guerra, oltre due mesi fa. Infatti ora Rete 4 manda in onda ‘Diario di guerra’, che non serve spieghi di cosa tratta. Se giro su LA7 è la stessa cosa, col solo cambio del nome del programma, TAGADÀ, se non erro. Oggi pomeriggio (ieri) la telecamera si è introdotta nella pancia di un palazzo, dove in giacigli provvisori – tende da campeggio – sono ammassati vecchi infermi o quasi, e bambini costretti a un innaturale isolamento. Chi sta fuori, ha le sue ragioni: un’anziana confida commossa al microfono della giornalista che non può abbandonare i suoi gatti e una giovane soldato esprime la rabbia per aver perso l’amica che stava scappando in auto. Col fucile in mano e le lacrime agli occhi confessa di pregare ogni sera per il marito, combattente da qualche parte. Ecco, è questo miscuglio di pietà e di efferatezza che mi disturba, l’assoluta mancanza di una via di mezzo, quella che i letterati latini chiamavano ‘aurea mediocritas’, il non intravedere un porto di quiete. Sapendo che tutto ciò succede nel terzo millennio, dopo due guerre mondiali è profondamente desolante. Vorrei scrivere qualcosa che toccasse le corde dei cuori arrugginiti, ma temo che mi ammalerei. Però non è detto, forse ci provo. In qualche modo devo dare anch’io il mio contributo di solidarietà.

6 pensieri riguardo “Vittime di guerra”

  1. Cara Ada, più passano i giorni più questa guerra è lacerante perché nessuno fa’ niente per fermarla.Nessun colloquio di pace, solo richieste di armi e invio di queste per continuare a combattere e distruggere vite e paesi ormai allo stremo.La preghiera è l’ unica cosa che io posso fare nel mio piccolo…..aspettando che tutto questo abbia fine!!!!🙏🙏🙏🙏

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    1. Come ti capisco! Impotenza e preghiera/speranza vanno di pari passo! Viviamo tempi malati, mi sforzo di pensare che la situazione cambi…ma essere ottimisti è davvero dura! Ti aspetto! 👋

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  2. Di fronte a quello che sta succedendo non sappiamo cosa dire,forse pregare per fare qualcosa.Sembra tutto così assurdo.Non abbiamo la testa dei combattenti con le armi.Purtroppo in molte parti del mondo invece si.Pare ci siano più di 120 conflitti in atto.Finora questi ci sono apparsi distanti,ora siamo toccati.Non ho voce
    per l’orrore.

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  3. Come ha scritto Adriana ci accorgiamo, ci “strappiamo i capelli”, alcuni pregano solo quando “la cosa” ci tocca da vicino. I conflitti in essere sono purtroppo tanti e sono voluti per avere o mantenere il predominio sia a livello mondiale sia che la guerra si scateni nel più piccolo, sperduto e lontano villaggio.

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    1. Disamina… amaramente realistica! Il tuo dire va subito al segno. Confrontare pensieri ed emozioni aiuta a mantenerci a galla. Grazie, Antonietta, buon mare (almeno lui tranquillo!) 💙

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