Meglio prevenire che curare

Mi piacerebbe scrivere più spesso storie a lieto fine, ma in cronaca abbondano quelle dure, alcune magari evitabili. Come quella capitata alla ragazza incinta morta di covid, non vaccinata; salvato il neonato. Succede a Roma e la giovane 28enne era ricoverata al Policlinico Umberto I dallo scorso 7 gennaio per difficoltà respiratorie, complicatesi nel corso della degenza. Sottoposta a parto cesareo d’urgenza, il neonato alla nascita pesava kg. 1,8: uno scricciolo che vuole vivere. Mi fa molta pena lui che lotta per la sopravvivenza pur senza la mamma, pietà per lei con una punta di rammarico perché se si fosse vaccinata, come da indicazioni dall’unità di crisi della Regione Lazio, sarebbe viva e si potrebbe godere il suo bambino. Altre giovani mamme l’hanno seguita in questa disavventura angosciosa ed angosciante. Penso anche ai padri rimasti vedovi, ai genitori orfani di una figlia, forse ad altri figli più grandicelli privati della madre. L’idea della morte improvvisa ed accidentale aveva sfiorato anche me al tempo della gravidanza. Essendo nubile, avevo voluto cautelarmi, nel caso la signora con la falce mi avesse fatto visita. Andai da un avvocato per informarmi sul da farsi e firmai un documento dove riconoscevo il figlio che sarebbe nato…prima della nascita. Col senno di poi, lo stratagemma può fare sorridere e sembrare eccessivo, ma allora mi sembrò la cosa giusta da fare, per prevenire ipotetiche intromissioni della malasorte. Vero che la nascita viene chiamata lieto evento. Quasi sempre è così, ma purtroppo non sempre. Inoltre ritengo sia giusto dare credito alla comunità di scienziati che da molti mesi si arrabatta per limitare i danni della pandemia. Il problema sussiste, le vittime del covid sono ancora molte. Ma molti sono quelli che il problema l’hanno superato. Anche evitato, vaccinandosi.

4 pensieri riguardo “Meglio prevenire che curare”

  1. Spero che il piccolo trovi una famiglia che lo ami e lo curi.
    Certo che il Principio di precauzione (non di prevenzione), del quale si iniziò a parlare negli anni ‘80 e per il quale poco si è fatto, ritorna con prepotenza attuale; tant’è che l’OMS lo ha ribadito alla Regione Europa proprio pochi giorni fa.
    Speriamo in meglio per il futuro.

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    1. Sagge parole, Martina! Giusto usare parole appropriate e tu metti il dito nella piaga…precauzione è diverso da prevenzione. Si può e deve migliorare. Mi auguro anch’io che il piccino sia sommerso d’amore (non soffocante). Buon pomeriggio, un abbraccio! 🌷

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    1. Credo sia un augurio cosmico quello rivolto al piccino, in qualche modo vittima di una scelta mancata. Una madre è responsabile dal concepimento…come sempre in primissima linea! Ciao Lucia, ci sentiamo!🌷

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