La voce del silenzio

Lassù, sulle vette imbiancate avvolte dal silenzio penso che saremmo molto più veri. Spesso rivolgo un pensiero all’Ossario in Cima Grappa che custodisce le spoglie di tanti giovani sacrificati alla Patria. Nella purezza dell’atmosfera, accarezzati dal vento e protetti dal silenzio assoluto, i resti di uomini che non volevano diventare eroi hanno trovato una sede di elezione, dove la folla chiassosa è fuori luogo. Mi sono persuasa che anche il silenzio parli, può raccontare molte storie e dare utili suggerimenti. In una società complessa e dinamica è difficile isolarsi spontaneamente, ma quest’anno il covid ci ha costretto a rallentare, anzi a fermarci proprio e ad ascoltare delle voci prima sottovalutate, come quella del silenzio. Con conseguenze sorprendenti, talora in senso positivo. Durante il distanziamento sociale, c’è chi rischia la depressione e chi si scopre artista. Mi viene spontaneo pensare alla grande anima di Alda Merini che in ospedale psichiatrico poetava, tanto quanto Vincent van Gogh dipingeva, con ottimi risultati. Per dire che non sempre la reclusione porta male, può anche succedere il contrario. Non escludo di esprimermi così, per aiutarmi a tenere duro nell’ultima fase della pandemia, paragonata all’ultimo miglio della marcia del maratoneta. So che sono in buona compagnia di milioni di Italiani, oramai sfiniti da dieci mesi di emergenza sanitaria, incautamente interrotta d’estate con l’illusione che fosse finita. Le imminenti festività natalizie non possono farci dimenticare le tante troppe vittime del contagio. Non siamo in guerra e i caduti che riposano lassù, sulle vette innevate e silenziose ci suggeriscono che abbiamo ancora una chance per venirne fuori salvi!

7 pensieri riguardo “La voce del silenzio”

  1. Cara Ada,l’ isolamento di questo periodo ci porta a trovare dentro di noi lo stimolo per superare questo momento difficile,coltivando i nostri interessi per non entrare in depressione come purtroppo succede a molte persone.Quindi continua con i tuoi post e le foto ,che io sono ben lieta di condividerle.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Lucia, seguo il tuo consiglio che per me è come una medicina. Avere dei “fan” che mi sostengono è un ottimo motivo per reagire ai tentativi di scoramento. Anche perché i lettori fedeli come te sono pure degli amici. E questo fa una grande differenza, che il distanziamento esalta. Perciò ancora grazie e buona serata. Un abbraccio

      "Mi piace"

      1. La voce del silenzio.
        Al giorno d’oggi siamo immersi nel caos, nel rumore assordante del traffico e della TV che ci sommerge con una valanga di informazioni specie in questi giorni tormentati, i social dove tutti sono professori e dove ognuno è libero di esprimere le proprie scemenze. Così viviamo gran parte del nostro tempo, incapaci di apprezzare il silenzio diventato ormai raro, spazio della mente che a volte cerchiamo di recuperare rifugiandoci nella quiete della campagna o dei monti, ma spesso inutilmente perché il vero silenzio è quello che parla solo a chi sa ascoltare: ci sono voci che non usano le parole ma sono emozioni, come quelle trasmesse dai Caduti della Grande Guerra che riposano nel monumento di Cima Grappa.

        Piace a 1 persona

      2. Silenzio come spazio della mente: bellissima immagine! Non mi resta null’altro da aggiungere, perché sono totalmente del tuo avviso, amico mio.
        Chissà che possiamo raccogliere da questo tempo di distanziamento lo spunto per diventare più di sostanza e meno di apparenza. Senza contare che, in tanto disfacimento, qualcuno si è comunque distinto per forza, coraggio e abnegazione: eroi anche questi, che avrebbero preferito non esserlo!

        "Mi piace"

  2. Il genio e la malattia.
    Ciao Ada,
    hai parlato del rischio depressione cui può portarci la situazione che stiamo vivendo a causa del Covid, ma hai anche evidenziato come questa, fortunatamente per noi, lieve e temporanea patologia possa essere l’innesco di una nostra qualche creatività artistica o letteraria.
    Spesso genio e follia vanno a braccetto e le menti più creative sono associate a stati di profonda alterazione se non di vere e proprie gravi patologie come la schizofrenia o il disturbo bipolare. Giustamente hai citato Alda Merini, Vincent van Gogh cui aggiungerei un Antonio Ligabue o Charles Baudelaire e molti altri.
    C’è chi azzarda addirittura l’ipotesi che lo stesso sommo poeta Dante Alighieri avesse attraversato il tunnel della più cupa e profonda depressione, fatto dimostrato dall’incipit della Divina Commedia: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, chè la dritta via era smarrita.” E nell’ultimo verso del Paradiso recita: “E quindi uscimmo a riveder le stelle.”
    Versi questi che potrebbero ben essere la metafora di quel che stiamo vivendo a causa della pandemia, augurandoci di “uscir a riveder le stelle” il più presto possibile.

    Piace a 1 persona

    1. Piero, sei straordinario! Non solo per le doverose aggiunte degli artisti toccati dal male di vivere, ma perché aggiungi qualcosa che ignoravo sul sommo poeta… che adesso mi risulta più umano. Perciò grazie davvero, sei la prova che non si smette mai di imparare! Inoltre prendo a braccetto i miei rari momenti di “defaiance,” e tento di ricavarne qualcosa di buono e/o di bello. Ad altiora!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: