Cronaca di un sabato diverso

Mi sveglio alle sette e sento che piove. Mi alzo ed apro gli scuri: una pioggia costante e ritmica mi saluta. In bagno accendo una vecchia radio, sintonizzata su una frequenza che trasmette musiche per orchestra: un piacevole inizio di giornata. Verso le otto sbircio fuori e una colonna di auto in moto mi ricorda che oggi il paese è chiamato a sottoporsi allo screening per scovare il famigerato covid, cui aderisco anch’io. Ammetto che il rumore di un’auto accesa non può competere con il gorgoglio dell’acqua che si infila nella caditoia, e meno che mai può reggere il confronto con l’armoniosa musica di un’orchestra… ma riconosco, nell’adesione spontanea dei miei concittadini all’indagine sanitaria un confortante senso di responsabilità, che corrisponde a una disciplinata musica. Abito a due passi dalla postazione drive-in dove sono convocata alle 10.30. Dato l’afflusso di macchine, esco per tempo, infilandomi circa a metà serpentone, grazie al passaggio concessomi da una gentile persona, posizionata per necessità davanti al mio cancello d’uscita. Con voce ferma e rassicurante, un addetto al traffico si accosta ai vari finestrini che cautamente si abbassano, chiedendo il motivo della presenza, confermata dall’invito recapitato a casa. Le operazioni procedono in ordine, ma ci vuole il tempo necessario, che non sarà rapidissimo. Mentre attendo di avanzare a tratti, a motore spento do una sbirciatina al tablet e a una raccolta di poesie. Intanto continua a piovere, ma non mi disturba, anzi mi isola nel mio abitacolo in maniera protettiva. Sono in buona compagnia di chi mi precede e di chi mi segue. Senza quasi rendermene conto, mi avvicino alla postazione con gli operatori sanitari, bardati di visiera mascherina tuta copri calzari e quant’altro. Le macchine si dispongono su due file, a me tocca la sinistra dove mi raggiunge un giovane di cui vedo solo gli occhi scuri. Mi chiede conferma dell’identità e procede al prelievo, rapido e indolore. Con tono garbato e professionale risponde alle mie domande: se ci fossero problemi, ritorno a fare il molecolare in tempi brevissimi. Per fortuna non è successo. Spero altrettanto per le centinaia di persone che hanno condiviso con me questa esperienza di civiltà.

7 pensieri riguardo “Cronaca di un sabato diverso”

  1. Contentissimo che sia negativa!! Ha sperimentato l’ebrezza della grattatina nasale… Che bella immagine quella dell’isolamento sotto la pioggia! A leggerla trasmette un senso di pace e serenità bellissimo!

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      1. Scrining covid.
        Ciao Ada,
        sono contento per l’esito negativo del tuo tampone, probabilmente lo faranno a tappeto anche a Possagno visti i numeri impressionanti che vengono comunicati sia a livello locale che nazionale; è incredibile a dirsi: nelle sole 24 ore di ieri ci sono state ben 993 vittime. La morte di un uomo è sempre una tragedia, ma quella di 1.000 diventa una statistica, a questo ci ha maledettamente abituato il covid: a ridurre il valore di una vita ad un semplice numero. Credo che peggio di così non sia proprio umanamente possibile.

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      2. Hai ragione, Piero: la morte di una persona è sempre una tragedia, che mai dovrebbe rimpinguare una statistica! Stamattina ho percepito che alle centinaia di concittadini in coda prema la salute, come è doveroso che sia. Pare che sui primi 500 tamponi, solo 3 siano risultati positivi. Lunedì avremo i risultati definitivi e spero che il mio paese torni a rasserenarsi. Ovviamente col contributo di tutte le persone responsabili, perché defaiance ce ne sono state. Mai abbassare la guardia! Abbi cura di te e sereno pomeriggio

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  2. È il racconto di una giornata ” particolare”, mi piace quando descrivi i primi momenti della mattinata……molto poetico il risveglio con la pioggia e la musica come sottofondo,mi piace ,brava .Sai cogliere il bello anche in una giornata così cupa dal punto di vista meteo.

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    1. Cara Ada, bene per l’esito del tampone.
      Molto bella l’interpretazione del contesto, che spazia dalla poesia, al senso di responsabilità del cittadino, alla professionalità dell’Operatore Sanitario.

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