Aurora dalle dita rosate

Uno dei vantaggi della pensione è gestire il proprio tempo, non dipendere più dall’orologio per andare al lavoro, sovvertire i ritmi delle attività. È quello che capita a me, che avrei pagato oro poter dormire un po’ di più alla mattina, quando ero in servizio. Adesso che potrei poltrire, mi sveglio incredibilmente presto. Stamattina ero in piedi qualche minuto prima delle sei. Ho sentito i tocchi del campanile giusto mentre aprivo gli scuri, su un cielo ancora lattiginoso. Puma, la mia gatta non ha abbandonato il bordo del letto, per la consueta razione di croccantini, il che mi ha indotto a supporre che fosse troppo presto anche per lei mettersi in movimento. In ogni modo ho anticipato le modeste attività della mattina, compreso il saluto ai fiori, non ancora irrorati dai raggi del sole, assonnato pure lui. Ma ecco che qualcosa si muove nel cielo, dei bagliori sommessi preludono… all’aurora dalle dita rosate, per dirla con un’espressione che recupero dagli studi liceali: inizia lo spettacolo di un nuovo giorno! Inevitabile per me immortalare l’alba, con le sue morbide trasparenze. D’altronde è la realtà che mi stimola a scrivere, mentre la fotografia mi dà una mano a selezionare i soggetti. È un hobby che mi fa bene e che mi piace condividere, in totale libertà.

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