Iris o Giaggiolo

In mezzo all’acero giapponese rosso scuro si è infilato un bellissimo fiore di Iris, chiamato anche Giaggiolo, di colore bianco orlato di viola. Dalla ‘patata’ – tecnicamente un rizoma – è emerso il fusto del fiore che deriva il nome dalla dea ‘Iris” messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno. Il fiore simboleggua speranza, fede, saggezza e coraggio. Regalare un Iris esprime fiducia, stima e positività. In campo medico e soprattutto cosmetico, è utilizzato da secoli per preparare composti di vario tipo, come rimedio per la tosse, depressione e nella preparazione di profumi, ciprie, saponi e coloranti. Si può perfino usare in cucina, specialmente le sue radici essiccate e, più raramente i fiori. Grazie alla sua capacità di fissare gli aromi, viene utilizzato nella miscelazione di cocktail come il gin. Incredibile la versatilità di questo fiore, che vanta un’incredibile bellezza. Spesso associato al 25esimo anniversario di matrimonio, l’Iris (Iris florentina) – comunemente confusa con il giglio ma botanicamente diversa – è il simbolo di Firenze. A questo punto ho in casa una fonte di bellezza e uno stimolo per ripassare la storia, nonché un diversivo culinario. Per la verità, in ambito floreale ho una predilezione per le bulbose: tulipani, narcisi, giacinti, gladioli, gigli e ciclamini. Mi sorprende che da una anonima ‘patata’ si sviluppi un fiore meraviglioso, il che è segno di trasformazione notevole. Tipo quella del brutto anatroccolo che diventa un magnifico cigno bianco. La famosa fiaba di Hans Cristian Andersen insegna l’accettazione di sé e il valore della diversità. Una bella lezione che ci viene anche dalla trasformazione dei fiori.

5 pensieri riguardo “Iris o Giaggiolo”

  1. mi ricordo da ragazzo di una mia amichetta che si chiamava Iris ed era veramente bella come l’iris… È proprio una di quelle magie silenziose della natura che spesso diamo per scontate perché siamo troppo abituati a pensare alla patata solo come a un contorno per l’arrosto almeno io… Da quando sono in pensione tutto quello che mi circonda in particolare le piante mi attirano moltissimo… c’è un contrasto quasi poetico tra il tubero nodoso, terroso, umile e nascosto nel buio del suolo e il fiore che sboccia alla luce, con i suoi petali delicati che sfumano che credo guardando la luce voglia imitarla in tutti i suoi colori come l’arcobaleno… ivano

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  2. E, come un miracolo che si ripete ogni anno, sono sbocciati gli iris che ingentiliscono un angolo del mio giardino. Fioriscono adesso nel periodo in cui c’è scarsità di fiori. Con i loro colori che rispecchiano un.po’ quelli dell’arcobaleno, conferiscono al prato verde bellissime macchie variopinte.

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