Otium e mindfulness 🧠

“Contro la stanchezza mentale, non fare nulla”. È il curioso programma cui aderiscono per 90 minuti i partecipanti, seduti su un tappeto, in un parco della Corea del Sud. Lo sento durante la rubrica “Curiosità dal mondo” di UnoMartina in famiglia. Curioso ma non troppo. La Corea del Sud (ca. 51 milioni di abitanti) nota per il paesaggio verde e collinare, risulta un Paese sicuro, con un tasso di criminalità tra i più bassi al mondo. Chissà se le due cose sono collegate. Mi viene in mente la pratica del mindfulness che aiuta a gestire lo stress, migliorando il benessere emotivo e psicofisico. Non sono un’esperta, mi attrae ciò che riguarda la mente e trovo interessante l’idea di meditare contro la stanchezza mentale. Anche per gli antichi greci e romani la meditazione non era solo rilassamento, ma un “misurare con la mente” (da mederi, curare): insomma, un dialogo interiore. Del resto anche l’otium romano non era inattività, bensì un’alternativa alla vita politica, fondamentale per lo sviluppo dello spirito. Mi inquieta constatare che oggi meditare e perfino riflettere sia considerato ‘fuori moda’, fors’anche per un eccesso di stimoli e distrazioni. Meglio, se mi sbaglio. Eppure meditare è semplice e accessibile: per calmare la mente e ridurre lo stress bastano pochi minuti al giorno, seduti in un luogo tranquillo, focalizzandosi sul respiro. Ho il luogo: sotto il glicine. Sul respiro ci devo lavorare. Ma non serve che vada in Corea, dove in questo periodo è in corso la soettacolare fioritura dei ciliegi. La natura, in qualunque parte del pianeta dà una grande mano allo spirito predisposto alla bellezza.

6 pensieri riguardo “Otium e mindfulness 🧠”

  1. Mi viene in mente la frase…..: meditate gente,meditate ,ma non ricordo chi fosse a dirlo.Trovare il tempo per meditare e rilassarsi è un ottimo modo per ricaricarsi ,magari in mezzo alla natura .

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  2. mi viene in mente una cosa forse banale ma personalmente importante. Ti dico subito che non c’entra niente col tuo discorso che del resto è già esauriente. Otium, etiam, lectio…ecc ecc. Cos hanno in comune? E a chi interessa? Il fatto è che sono ancora legato al latino perché l’ho studiato per 8 anni, dal secondo trimestre di prima media alla maturità. Già in prima liceo traducevam Machiavelli in latino per fare esercizi di stile (più o meno come adesso, vero?). Ogni tanto mi scappa qualche frasetta sintetica tipo tabula rasa, verba volant, scripta manent, mutatis mutandis e l’interlocutore di turno resta a volte perplesso. Dovrei stare più attento. Allora, attraverso un’amica conosciuta (dovresti vedere quante conoscenze utili si fanno durante un trekking) sono arrivato ad una ex insegnante di latino e greco di liceo, le ho spiegato la situazione (il mio ormai lontano studio del latino, le mie attuali incertezze, la mia attività con gli audiolibri) e le ho chiesto ( ed eccoci finalmente arrivati al punto!) come si pronunciano, per esempio, otium, etiam, lectio. Se non risolvevo chissà come avrei dormito stanotte. Buonanotte e sogni d’oro.

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    1. Non ti servono i sonniferi, per dormire! Anch’io mantengo una certa attrazione per il latino, sebbene trovi più congeniale al mio ‘spirito’ il greco. Comunque è innegabile l’influenza che le lingue antiche esercitano su di noi, ex liceali ‘acculturati’. Bene per i tuoi trekking e gli effetti collaterali. Io mi godo casa, gatti e amicizie selezionate. Buon tutto, ciao 👋

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