Pattini e hayku

Ogni tanto mi concedo una pizza. Kaori è la mia preferita. Non mi ero interessata all’origine del nome, ma da quando ho visto Kaori Sakamoto danzare sui pattini, al gusto del palato si è aggiunto quello della vista. Anche se la 25enne giapponese aspirava all’oro, alle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026 ha vinto la medaglia d’argento, nel singolo femminile di pattinaggio di figura. Leggera come una libellula, nella parte finale della sua performance è stata accompagnata dalla calda voce di Edith Piaf, il che ha aumentato il godimento dello spettacolo. Il costume color melanzana con collane sul petto e sulla schiena sottolineava la bellezza e l’eleganza di Kaori, nome di origine giapponese che significa “profumo”, “fragranza”. Campionessa del mondo è Alysa Liu, 20 anni, figlia americana di un immigrato cinese che incanta il Forum, bronzo ad Ami Nakai, altra giapponese. Per vari motivi sono attratta dal Paese del Sol Levante che riesce a combinare tradizione e modernità. Non ultimo, l’uso della gentilezza nelle relazioni, virtù poco praticata dai popoli mediterranei. Se vincessi un viaggio premio, sicuramente lo spenderei per visitare il Giappone. Comunque conosco chi ci è stato e ne ha riportato un’ottima impressione. Al netto delle differenze, condividiamo il primato della longevità (87 anni per le donne e 80 per gli uomini da loro; da noi 85 per le donne e 81 per gli uomini), che è un dato niente male. Da letterata, mi sono esercitata negli haiku, forma di poesia giapponese, composta da soli tre versi, per un totale di 17 sillabe (schema 5 – 7 – 5) legata alla natura e alle emozioni. Di seguito quello di Mario Chini, poeta e militare italiano (Borgo san Lorenzo , 21/07/1876 – Roma, 10/02/1959) CORAGGIO Non pianger, canta./Se canti, ti si schiara/il cielo e il cuore.

4 pensieri riguardo “Pattini e hayku”

  1. Hai ragione, Ada, l’impatto con la cultura giapponese mi rende incapace di capirlo, è spesso un misto di ammirazione e totale disorientamento… È un popolo che vive in un equilibrio unico tra un’estetica della delicatezza e una disciplina quasi d’acciaio, iniziando dalla scuola, settore che conosci… Il loro passato bellico poi con quello che sono oggi mi mette un punto di domanda infinito… Adesso sono tutto cortesia, silenzio, rispetto e perfezionismo, faccio fatica a crederci— e la ferocia del periodo imperialista dove la mettiamo, della Seconda Guerra Mondiale… Hanno treni puntualissimi al secondo e città pulite come specchi, ieri il codice dei samurai e oggi solo lavoro e sono eccezionali in tutto, però mi mette in pensiero il fatto che il nuovo presidente Donna sta cercando, come la Germania di ricostruire il loro esercito… Loro hanno la capacità di essere “estremi” in tutto come gli Ebrei— nella guerra allora-, nella civiltà oggi — che per me li rende così difficili da decifrare, spero che non combinino altri guai… ivano

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