Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugura a Nuoro l’Anno Deleddiano, a cento anni dall’assegnazione del Nobel per la letteratura alla scrittrice di Nuoro (1871 – 1936). Me ne rallegro, perché l’autrice di oltre quaranta romanzi se lo merita. Aveva frequentato solo le classi elementari e ripetuta l’ultima, in quanto ‘intelligentina’, come l’aveva definita la maestra. Dunque artista autodidatta in un tempo in cui Il futuro delle donne non era certo la carriera. Unica donna italiana ad aver ricevuto il prestigioso premio, è un simbolo di emancipazione femminile e anche per questo mi piace. Il suo stile fonde verismo e decadentismo, mentre la sua terra, la Sardegna diventa un palcoscenico di passioni umane dove prevalgono temi quali l’amore, il destino e il conflitto interiore. Finora poco studiata a scuola, mi compiaccio che una delegazione di studenti di istituti superiori sardi abbia consegnato al Presidente una lettera-appello che invita ad ampliare lo studio delle opere di Grazia Deledda nei programmi scolastici. Tra le sue opere che ho letto e riletto, preferisco La Madre, intenso romanzo breve: Paulo, giovane sacerdote si innamora di Agnese. La madre intende proteggerlo dalle tentazioni e tenta di riportarlo sulla retta via. Un argomento d’attualità che l’autrice tratta con grande maestria e rispetto.

Ne approfitterò x leggere qualche libro in più di Grazia Deledda.Grazie Ada!!
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Grazie a te, buon ottimo pomeriggio! 🤎
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