Un bronzo che vale oro

Appena alzata, verso le sette e qualcosa scendo in cucina, rifocillo i tre gatti e mi preparo il caffè, prestando un orecchio alla televisione che si è accesa sul secondo canale. E mi blocco di colpo, perché stanno trasmettendo in replica lo spettacolo di Ice Dance/Danza su ghiaccio, visto ieri sera. Emozione e ammirazione si rinnovano, perché i pattinatori sono straordinari e forniscono interpretazioni che sembrano quadri in movimento. Oro, argento e bronzo vanno rispettivamente alla coppia della Francia, degli USA e del Canada; quella italiana, formata da Charlene Guignard e Marco Fabbri occupa un dignitoso quarto posto. Mi soffermo sulla coppia canadese Piper Gilles e Paul Poiriel perché mi hanno incantato. Già ieri sera, da uno speaker era uscita la parola ‘tumore’ ma pensavo di aver sentito male. Stamattina, cercando notizie sul web vengo a sapere che la 34enne pattinatrice statunitense, naturalizzata canadese ha avuto a che fare con un tumore ovarico. Il successo alle Olimpiadi è pertanto doppio. Lei stessa ha raccontato che dopo la diagnosi del serio problema di salute il suo rapporto con lo sport è cambiato: meno ossessione per il risultato e più attenzione al valore di essere in pista, giorno dopo giorno. Trovo straordinaria la sua testimonianza e il valore che dà allo sport per abbellire la vita.

6 pensieri riguardo “Un bronzo che vale oro”

  1. Le Olimpiadi sono un gioco mondiale per unire tutte le popolazioni contro tutti i mali… anche il tumore è un male che va a colpire l’essere umano ed è giusto che questa donna tenga più alla sua vita che al rimanente… Quello che mi ha colpito e ne sono rimasto molto turbato, è il fatto che l’atleta Ucraino di skeleton; Vladyslv Heraskevych, è stato squalificato dalle olimpiadi di Milano. Cortina 2026 per aver insistito nell’indossare un casco personalizzato con i volti di oltre 20 atleti e allenatori Ucraini uccisi durante la guerra… l’atleta ucraino ha detto che per lui il casco fosse solo un omaggio alle vittime… Non è giusto che in questo caso le Olimpiadi non si preoccupino dei disastri che succedono… maledetto essere umano…

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    1. Sono d’accordo con te, non si trattava di fare politica ma di rendere omaggio a delle vittime della guerra, impossibilitate a gareggiare a causa della sopraffazione altrui. La squalifica dell’atleta ucraino farà comunque più rumore della sua eventuale vittoria. Magari domani ci scrivo. Grazie, ciao 💪

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