Ragazzino risolutore

Riccardo è il nome del ragazzino 11enne lasciato a piedi dal bus in Cadore, perché sprovvisto del biglietto ‘olimpico’ e costretto a farsi sei chilometri a piedi tra gelo e neve (- 3 gradi) tanto da rischiare l’ipotermia. Soprattutto l’ultimo chilometro è stato doloroso, secondo la testimonianza della madre che non gli aveva dato il cellulare e non aveva aggiornato il costo del biglietto standard, strepitosamente lievitato per le imminenti Olimpiadi invernali da € 2.50 a € 10. I genitori hanno sporto denuncia verso l’azienda e l’autista è stato sospeso in via cautelativa, in attesa degli accertamenti di Dolomiti Bus. Al centro dell’attenzione mediatica, credo che Riccardo sia già diventato una star. Successo martedì a Vodo di Cadore. Mi sento di solidarizzare con l’atletico studente di prima media, meno con la madre che doveva accertarsi di dargli in mano il biglietto giusto e magari un contatto per le emergenze. L’autista avrà una bella gatta da pelare: avrebbe potuto fare lui una telefonata ai genitori del minore. Però in questo caso lo si investe di una responsabilità extra, in capo a chi ha la responsabilità genitoriale. È palese la tendenza a fare lo scarica barile. Gli adulti sono difettosi, chi per un verso e chi per un altro. Da questa storia fortunatamente risoltasi senza dramma, ne esce bene il ragazzino, impegnato in una dura prova psico-fisica che non scorderà.

4 pensieri riguardo “Ragazzino risolutore”

  1. Personalmente mi sento sorpreso che l’autista; un adulto sempre in contatto con alunni e immagino in contatto con molte persone abbia deciso inconsapevolmente di lasciare a piedi un ragazzino di undici anni in quelle condizioni: personalmente lo toglierei fare quel lavoro e gli farei pagare la difficoltà pericolosa che ha affrontato Ricardo… Non riesco a trasformare in incapacità culturale un atto del genere la vedo più come immaturità Emotiva, Relazionale, Sentimentale e Sociale non di meno Lavorativa… Pazzesco… ivano

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